IN ARTE BELZEBU’: il Diavolo in Mostra al Complesso dei Dioscuri al Quirinale

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Tema difficile e controverso che avrebbe potuto stimolare pungenti riflessioni quello del Diavolo e del peccato nell’arte, ma la cultura e l’ironia del suo ideatore nonchè organizzatore Emilio Sturla Furnò ha reso tutto questo un evento. Anzi “l’evento” se consideriamo l’incredibile afflusso di persone presenti al vernissage avvenuto ieri 14 aprile presso il Complesso dei Dioscuri al Quirinale.

Il diavolo si mostra in modo elegante ed in chiave moderna ne “In Arte Belzebù – Peccati d’Artista” con l’esposizione delle opere di Paola Romano, Camilla Ancilotto, Margherita Lipinska, Eugenia F. di Napoli, Sonia Ceccotti, Laura Sindici, Ekaterina Malakhova, Ewa Kuzniar, Constantin Migliorini, Alik Assatrian, Margherita Gazzolo, Gianluigi Contesini, Priscilla Contesini e Ferdinando Gatta, che stupiscono con la rappresentazione e la suggestione del principe di tutti i demoni e fonte di ogni male, anche grazie al meticoloso lavoro della  gallerista e curatrice d’arte Giovanna Gazzolo di Gall’Art Roma. 

Cinquecento ospiti affascinati da una sorta di “esorcismo creativo” in cui le tentazioni sono state rappresentate su tela, su legno, su ceramica e fotografia: Una donna sdraiata su montagne di teste, lune catturate da artigli rossi e neri, prismi che ruotano e disegnano capi di stato e demoni, soldi imbrattati di sangue, gorgoni e animali fantastici. Il tutto in un clima gioioso che ha radunato personaggi dello spettacolo, intenditori d’arte, giornalisti e persino alcuni rappresentanti del clero: due sacerdoti e persino una suora …

Foto di Michela De Nicola per gentile concessione

Questo progetto propone di rappresentare l’idea del male con lo scopo di esorcizzarlo attraverso la creatività e la fantasia e io non mi sono tirata indietro indossando delle simboliche, simpatiche, diaboliche…piccole corna!

Bisognerebbe chiedersi anzitutto come, ed a quali condizioni, il diavolo” – apre così il testo critico a cura di Tommaso Gazzolo nel catalogo della mostra – “faccia il suo ingresso, storicamente, nelle arti figurative, e poi in una tradizione iconografica quale quella cristiana. Questa domanda – se pensata adeguatamente – non chiede come il diavolo venga rappresentato (non rimanda alla storia delle sue diverse raffigurazioni), bensì come la rappresentazione del diavolo consenta all’arte di seguire nuove strategie, creazioni, trasformazioni interne alla propria ricerca. Ciò che sarà sempre in questione, nell’arte, non sarà mai il problema di come “rappresentare” il diavolo, quanto piuttosto di come il diavolo consenta la sperimentazione di nuovi colori, nuove linee, forme, movimenti”.

Segue una selezione delle opere:

 

 

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