Senza olio di palma: da monito per la salute a battuta ironica

 

Ho aspettato un pò prima di pronunciarmi sul gravoso dilemma: olio di palma sì, olio di palma no. Potremmo definirlo il tormentone del 2016. Ormai tutto viene classificato senza olio di palma. Anche alcuni Food-Blogger si definiscono (ironicamente) tali e questo fa comprendere come da un’iniziale idea educativa sulla salute si sia scivolati verso il ridicolo. Passiamo dalle industrie che si fanno la guerra a colpi di marketing ad una popolazione disinformata e confusa . Nella mia indagine oltre il 70% delle persone, uomini e donne, con scolarità medio-alta non sa nulla sull’argomento e  le informazioni che ha sono scorrette o parziali. Spesso anche i consumatori più esigenti non sono a conoscenza del fatto che l’olio di palma si trovi in tanti prodotti biologici ed equo-solidali e negli omogeneizzati oltre che nelle merendine, nelle torte e nelle creme spalmabili ed è presente in moltissimi prodotti  cosmetici in particolare nei solari.

Nel mio piccolo vorrei contribuire a fare un pò di luce sulla materia cercando di semplificare con l’unico scopo di  rendere l’argomento accessibile a tutti anche a quelli che vanno di corsa e non leggerebbero un articolo di 3000 parole. L’olio di palma è un grasso di origine vegetale che si ricava dalla spremitura della polpa del frutto della palma da olio che si coltiva nei paesi del sud-est asiatico. Dopo la spremitura, l’olio di palma grezzo viene raffinato con processi industriali per ridurne anche il grado di acidità. Per le sue caratteristiche viene molto utilizzato nell’industria alimentare e nella cosmesi. Infatti l’olio di palma ha una consistenza semi solida (a metà strada tra l’olio di oliva ed il burro per intenderci), non irrancidisce, resiste a sbalzi di temperatura senza deteriorarsi  ed ha anche un basso costo.

Perchè “senza olio di palma”? Vediamo in concreto cosa viene contestato a quest’olio che sulla carta sembra perfetto. Innanzitutto ricordo che viene usato da tempo, ma solo recentemente la dicituta generica con “olii vegetali” in etichetta è stata sostituita da una più dettagliata dove indicare la tipologia di olio utilizzato. Negli ultimi anni gli studi hanno dimostrato che l’olio di palma proprio per le sue qualità risulta essere più simile ad un grasso animale che vegetale con le conseguenze negative per la salute sull’innalzamento del colesterolo. Per quanto riguarda gli aspetti cancerogeni non è stata finora dimostrata alcuna correlazione tra l’uso e lo sviluppo di tumori.

Infine c’è da prendere in considerazione il problema ecologista. In  alcuni casi avviene un vero e proprio sfruttamento del territorio e delle popolazioni che vi lavorano. Per questo sono nate a livello internazionale associazioni che monitorano la filiera dell’olio di palma. La prima nata è la Roundtable On Sustainable Palm Oil (Rspo), un modello di controllo più severo è quello  di Palm oil innovation group (Poig), di cui fa parte anche Greenpeace insieme ad altre otto associazioni ambientaliste.

IMG_2613.JPG

Cosa ne penso io: credo che il “terrorismo psicologico” senza un’adeguata comunicazione non produca gli effetti desiderati. Sta diventando una vera barzelletta la voce fuori campo e la relativa scritta senza olio di palma al termine di ogni passaggio pubblicitario. Le aziende per poter adeguare la produzione alle richieste del mercato sono costrette a cambiare ricette cercando un valido sostituto all’olio incriminato cercando di mantenere   lo stesso sapore, consistenza e possibilità di conservazione. Alcune aziende faranno le sostituzioni in modo etico altre non  riusciranno a contenere i costi che una tale operazione comporta e quindi  che reale beneficio ne avranno i consumatori, specie quelli che sono costretti a comprare prodotti non di marca e meno garantiti? La corsa delle aziende ad accaparrarsi la massima fetta di mercato che comprende il “senza olio di palma” garantirà davvero anche una maggiore consapevolezza e salute? Nella pratica la cosa migliore è utilizzare i prodotti industriali lo stretto necessario  sostituendoli, specie per la colazione e le merende dei bambini, con alimenti semplici quali pane con marmellata o miele, frutta e succhi. Fare qualche volta un ciambellone sostituendo il burro o l’olio di oliva con dello yogurt magro. Alla fine vince sempre la cucina delle nonne in fatto di gusto, salute e…risparmio!

 

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...