TalenTiamo: la mia intervista in diretta radio su HiFiveRadio

Ieri, lunedì 6 marzo dalle 13 alle 15, è andata in onda una nuova puntata di TalenTiamo condotto da David Pironaci e Lara Rossi su HiFiveRadio (www.hifiradio.com) . Il tema è molto delicato: si affronta il coming out e l’importanza della musica.

locandina radio

Alle h. 14.00  il mio intervento su “Musica ed emosessualitá” in diretta radiofonica:

DAVID PIRONACI (domanda)

La Dott.ssa Emanuela Scanu è Psicologa dello Sviluppo e dell’Educazione, Esperta in Psicodiagnostica. Si è laureata nel 1993 alla Sapienza di Roma con una tesi sull’immagine corporea. Si occupa, da oltre 20 anni, di problematiche sociali e puntuale è la sua attività come divulgatrice attraverso il web e testate cartaceee su temi relativi alla violenza sulle donne, i disturbi dell’alimentazione, le minoranze sociali anche in collaborazione con numerose associazioni.

Chiediamo a lei in qualità di esperta qualcosa di tecnico rispetto all’ omosessualità:

 io in cuffia

Dott.ssa EMANUELA SCANU (risposta)

L’omosessualità è una variante naturale del comportamento umano che comporta l’attrazione sentimentale e/o sessuale  verso individui dello stesso sesso. E’ importante sottolineare l’aspetto naturale e non patologico. Perchè è ancora diffusa l’idea che sia una malattia, qualcosa che si può curare. (L’omosessualità si riscontra in molte specie animali).

Sul perché e sul come si diventi omosessuale si è molto parlato. Nonostante ciò, non esiste ancora uno studio scientifico o un’ipotesi ufficiale che possa, con assoluta certezza, spiegare il perché una persona diventi omosessuale ed un’altra eterosessuale .

La parola omosessualità  è stata tolta definitivamente dal Manuale Statistico e Diagnostico dei Disturbi Mentali (DSM; Diagnostical and Statistical Manual of Mental Disorder, manuale dove psicologi e psichiatri possono trovare le linee guida con cui stabilire la presenza o meno di un disturbo mentale) già dal 1973. Il documento dell’Associazione Psichiatrica Americana (APA), che sanciva questa modifica, dichiarava: “L’ omosessualità in sé non implica un deterioramento nel giudizio, nell’adattamento, nel valore o nelle generali abilità sociali o motivazionali di un individuo”.

Già da molto tempo, dunque, è ingiustificato considerare l’omosessualità come una malattia, ma nonostante questo le persone comuni continuano ad avere questo pregiudizio e gli omosessuali continuano ad essere vittime dell’ omofobia!

D.:Infatti storicamente abbiamo prove di omosessualità il cui  giudizio era molto diverso in base alla società di appartenenza e al periodo storico:

R.: E’ Vero. L’omosessualità non è una scelta e cambia molto la sua considerazione in base alla cultura ed al momento storico.

La diffusione dell’omosessualità nella specie umana è difficile da determinare accuratamente, benché in molte antiche culture le relazioni omosessuali fossero altamente diffuse. Nel corso della storia,  alcuni aspetti individuali dell’omosessualità sono stati ammirati o condannati, relativamente alle norme sessuali delle varie società. Quando essa veniva elogiata, tali aspetti erano visti come un miglioramento per la società; quando veniva condannata, particolari attività venivano viste come un peccato o una malattia e alcuni comportamenti omosessuali erano proibiti e puniti dalla legge.

Tuttavia, lo status legale delle relazioni omosessuali varia enormemente da uno Stato all’altro e rimangono ancora giurisdizioni in cui alcuni comportamenti omosessuali sono considerati crimini e vengono puniti con pene severe, tra cui la morte.  Si tende a vedere l’omosessualità quasi esclusivamente nella sua dimensione sessuale, e spesso si ignora la dimensione del sentimento:

D.;Non è ancora facile dimostrare nella società odierna i veri sentimenti per un omosessuale:

 R.: Molte persone omosessuali nascondono i loro veri sentimenti e attività a causa della paura della disapprovazione altrui e della violenza; vengono comunemente definiti repressi. Il dichiarare apertamente il proprio orientamento viene definito COMING OUT (dall’inglese “venire fuori”).

I tentativi di emancipazione dell’omosessualità ebbero una accelerazione intorno agli anni “50 e di conseguenza con l’aumento della visibilità aumenta l’accettazione e dei diritti civili per lesbiche, gay e bisessuali. Tra persone note quali attori, sportivi e cantanti in tanti in questi ultimi anni hanno avuto il coraggio di uscire allo scoperto.

D.: Nella sua esperienza come vede il rapporto tra musica e omosessualità?

R.: E’ un dato di fatto che sia accentuata una certa sensibilità che rende la persona omosessuale particolarmente  predisposta verso le arti , in particolar modo la pittura, ma anche la fotografia e la danza e sicuramente la musica.  Un certo modo di di scrivere i testi quel particolare modo di interpretarli con passione…

D.: Possiamo vedere la musica come qualcosa di liberatorio?

R.: Assolutamente sì. Ho una esperienza decennale di gruppi di musicoterapia che ho applicato in situazioni diverse : dalle signore in sovrappeso, a quelle in post terapia per un tumore al seno. In ogni caso però si trattava di disturbi riguardo la percezione del proprio corpo e di conseguenza la percezione del proprio io.

(Considero la musicoterapia non solo nello stretto significato terapeutico del termine, ma con una valenza di benessere generale in quando attraverso la musica ci si lascia andare e ci si rilassa e con la respirazione affiorano con gradualità pensieri ed emozioni)

Vorrei raccontarvi l’esperienza di Stefania che conviveva con Anna da ormai 10 anni e si trovava in una situazione di conflitto di coppia accentuata dalla sua difficoltà ad accettare i cambiamenti del suo corpo e se stessa (aveva circa 50 anni). Fece molte  resistenze quando le proposi di provare il gruppo di musicoterapia.  Durante il primo incontro si rifiutò di iniziare con il consueto “saluto al sole”  non riusciva a farlo, si vergognava. Passò agli esercizi seguenti con poca partecipazione, ma continuò a venire agli incontri seguenti. La svolta si ebbe quando  accettò di fare il saluto al sole e venne colta prima da lacrime e poi da un pianto singhiozzante … Quel pianto liberatorio l’aveva aiutata e il sostegno del gruppo e la musica sono stati davvero importanti.

 

 

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