Aperitivo a Pergola

Le Marche sono una regione ricchissima dal punto di vista storico e culturale ed anche in città piccole come Pergola, in provincia di Pesaro-Urbino, possiamo trovare numerose testimonianze del passato.

Sebbene la regione sia stata messa in crisi dai recenti terremoti la popolazione si è rimboccata le maniche e praticamente tutto è stato risistemato a dovere. Le testimonianze di un passato antico sono ancora qui più vive che mai e solo passeggiando sul corso si incontrano chiese come la Chiesa di Santa Maria di Piazza, palazzi come il Municipio un grandioso edificio del XVIII secolo ed antiche insegne che sono un piacere ammirare .

ll territorio di Pergola risulta abitato fin dalla preistoria, come testimoniano reperti dell’età neolitica, del bronzo e del ferro. Diverse, inoltre, sono le tracce lasciate da successive popolazioni: umbre, etrusche e celtiche. L’epoca romana è invece ben documentata con il ritrovamento di tombe, vasi e suppellettili varie. Il più importante è rappresentato dal gruppo archeologico dei Bronzi Dorati da Cartoceto di Pergola rinvenuto nel 1946 che attualmente, dopo numerose battaglie legali con il museo archeologico della città di Ancona, sono custoditi nel Museo inaugurato nel 1999 ospitato nell’ex convento di San Giacomo del 400.

Pergola nasce come libero comune nel 1234 per creare posti di lavoro e commercio alle popolazioni dei vicini castelli e di Gubbio. Vi sono documenti che testimoniano anche la presenza di un’attiva comunità ebraica come un atto notarile dell’11 maggio 1383 che testimonia l’esistenza di un banco per esercitare prestiti in denaro. Molto probabilmente, però, degli Ebrei dovevano già essere presenti alla nascita della città o negli anni successivi. Nei secoli la comunità è stata sempre ben accetta. A Pergola vi erano una sinagoga (nell’ex Palazzo Brilli) e un cimitero ebraico, recentemente riportato alla luce, in località Mezzanotte. Pergola ha avuto anche un sindaco ebreo (Astorre Camerini, dal 3 aprile 1923 al 18 maggio 1924). Importanti sono due pergamene provenienti dalla comunità di Monterolo e conservate nell’archivio storico comunale. Si tratta di due manoscritti riutilizzati come copertine del volume n. 15 della serie “Debiti”, contenente atti degli anni 1601-1609 e del volume n. 2 della serie “Libri dei consigli”, maggio 1597-maggio 1601.

Una storia ricchissima e piena di aneddoti che sono andata a scoprire per voi come che il  14 marzo del 1831, durante le sollevazioni dei comitati rivoluzionari di Bologna e delle Romagne, fu il primo delle Marche e uno dei primissimi comuni italiani a innalzare nel palazzo municipale il tricolore.

L’8 settembre 1860 Pergola è la prima città delle Marche ad insorgere contro il Regno Pontificio, favorendo l’annessione della regione al Regno d’Italia e guadagnandosi la Medaglia d’Oro per “benemerenze acquisite durante il periodo del Risorgimento Nazionale”.

Se vi trovate ad osservare delle porticine ad arco acuto situate accanto all’ingresso principale di un’antica abitazione state guardando la porta del morto che deriva dalla struttura urbanistica medievale della città. Si presenta con la soglia sopraelevata dal livello stradale di circa 80-90 centimetri. Durante l’epoca medioevale la Porta del Morto restava murata ed era aperta e riaperta solo per far passare la salma del familiare. Era diffusa nel Centro Italia ed attualmente se ne trovano testimonianze, oltre che a Pergola, a Gubbio, Fabriano, Cortona, Assisi e Città di Castello.

 

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