Scarabeo : il gioco della vita

Le feste sono appena trascorse e come tutti gli anni rieccoci a smontare gli addobbi e rimettere tutto nelle scatole fino al prossimo Natale. Quando si monta l’albero e si scelgono gli addobbi c’è l’attesa , l’entusiasmo, la vibrazioni delle feste che si avvicinano, ma quando arriva il momento di togliere quelle decorazioni  si stanno spegnendo le belle sensazioni si ritorna alla vita di tutti i giorni e diventa un momento triste e faticoso.

Rimettendo a posto i giochi da tavolo, che per l’appunto escono dalle loro scatole solo in questo ristretto periodo dell’anno, particolare attenzione ha avuto lo Scarabeo. Quest’anno ci abbiamo giocato dopo tantissimo tempo e l’ho vissuto in modo diverso da precedenti stagioni. Sarà l’età che incalza e ogni cosa prende una dimensione diversa, ma lo Scarabeo nell’ultima partita giocata l’ho paragonato alla vita.

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Non so se tutti conoscono questo gioco. In breve è composto da una scacchiera con uno scarabeo disegnato nel  mezzo, da una serie di quadratini su cui bisogna mettere delle lettere componendo delle parole che abbiano senso. Le lettere vengono “pescate” da un sacchettino ed ogni giocatore dispone di 8 lettere (consonanti e vocali) con cui costruire delle parole in orizzontale e verticale. Ogni lettera reca in basso un numero che ne determina il valore. I giocatori per vincere devono cercare di costruire parole, agganciandole alle precedenti, cercando di realizzare il maggior punteggio possibile.

Poichè nel sacchetto ci sono più consonanti che vocali arriva il momento in cui diventa sempre più difficile creare parole di senso compiuto. Ad un certo punto del gioco tutti noi giocatori ci stavamo arrendendo, ma poi ad ogni giro dicevamo : “va bene finiamo il giro” , “non importa anche se è solo una sigla, continuiamo..” insomma siamo riusciti ad arrivare alla fine del gioco anche se da metà partita più di una volta ci stavamo per arrendere. Perchè il gioco della vita? Quante volte nella vita reale ci sembra che non ci sia una via di uscita, quante volte non vediamo una  soluzione, eppure non sempre ci arrendiamo . In genere andiamo avanti anche se con le difficoltà anche se le cose non vanno come avremmo voluto (non esce la lettera che ci serviva oppure l’avversario scrive sulla parola che volevamo utilizzare) eppure se ci impegniamo riusciamo comunque a finire la partita  anche se non raggiungiamo il massimo punteggio.

Se riusciamo a finire al meglio un gioco ancor meglio possiamo fare nella vita reale sapendo che non sempre esce la vocale che ci serviva, ma che anche con una consonante sbagliata usata nel modo giusto (con la nostra attenzione, curiosità e perseveranza) si possono raggiungere ottimi risultati e sicuramente con grande soddisfazione.

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