Al Margutta Risto Art il vernissage di “FRAMMENTI – OMAGGIO A PINA BAUSCH”

Avete tempo fino al 11 maggio per visitare la mostra Frammenti – Omaggio a Pina Bausch” composta da  44 fotografie di Ninni Romeo,  alcune in bianco e nero altre a colori ed   in diversi formati di stampa, di cui due ritratti di Pina Bausch e  immagini di diversi  spettacoli.

Ammetto che fino a ieri non conoscevo la Philippine Bausch (27 luglio 1940/ 30 giugno 2009)  coreografa, ballerina e insegnante tedesca  “ritratta” , ma prima guardando le foto e poi ascoltando la presentazione , ne sono rimasta affascinata!

LA MOSTRA – Il movimento si ferma, come attimi strappati al tempo, ma l’arte leggendaria di Pina Bausch, uno dei maggiori talenti della danza del Novecento, permane. E pervade ogni singolo scatto che la riguarda. L’esposizione, voluta dalla Daniele CiprianiArte sostenuta da Tina Vannini e ospitata presso il ristorante vegetariano Il Margutta Veggy Food & Art, a Roma, in via Margutta 118, è curata dalla giornalista e photo editor Frédérique Deschamps, con testo di presentazione firmato dalla giornalista e scrittrice Leonetta Bentivoglio.

 LE OPERE IN MOSTRA – Un viaggio temporale, a dieci anni dalla sua morte, avvenuta il 30 giugno 2009, lungo trentacinque anni alla scoperta del suo cammino, personale e professionale. Dal Sacre du Printemps del 1975 al CafèMüller del 1978, da Palermo Palermo del 1989 al Vollmond del 2006. Senza tralasciare il Bamboo Blues del 2007, ispirato all’India, e la sua ultima creazione, …como el musguito en la piedra, ay sì, sì, sì… del 2009, ispirata al Cile. Protagonista della mostra non solo lei, ma tutta la sua arte, fatta di espressione e drammaticità, provocazione ed eleganza. Nonché di “disordine”, il “suo” caos, che trae spunto dalla tradizione, rispettandola e onorandola, per scardinarne la sua prevedibilità. Puntando non solo alla bellezza dei movimenti, quanto alla loro forza ed essenza.

LA PECULIARE BELLEZZA BAUSCHIANA” – “Ninni non punta mai all’effetto – dichiara la giornalista Leonetta Bentivoglio – evita la visione levigata o patinata. Piuttosto insegue il battito d’ala, il respiro irregolare della vita. I suoi “racconti” a volte sono sghembi, obliqui e trasversali, come quelli delle nostre giornate. Spesso sono drammatici. Sono sempre molto umani. Non ci sono mai “pose” nel suo lavoro. C’è un’aria lisa e autentica, nelle fotografie di Ninni Romeo, che si addice bene alla peculiare bellezza “bauschiana”. Non hanno mai compiacimenti estetici. Sanno dirci la rarefazione della memoria e la delicata poesia dell’attimo. Non sono “foto di spettacoli”, ma momenti d’essere”.

Ninni Romeo racconta della familiarità che, sin da bambina, Pina Bausch aveva con i ristoranti, dato che i genitori ne gestivano uno nella sua città natale. Quindi aggiunge: “Credo che le piacerebbe sapere che frammenti del suo lavoro sono esposti nello spazio dello storico ristorante vegetariano di via Margutta – racconta la fotografa – e penso che amerebbe anche sapere che le immagini dei suoi spettacoli rivivono nella stessa strada in cui, pochi metri più in alto, abitava il suo amico e appassionato estimatore Federico Fellini, frequentatore assiduo del Margutta. Ora, è come se piccole parti di storie e personaggi del Tanztheater Wuppertal fossero affettuosamente sorvegliate dallo sguardo del regista di E la nave va, film in cui Fellini fece debuttare come attrice cinematografica la sua adorata Pina”.

Ninni Romeo ha avuto con lei una lunga relazione artistica, professionale e di amicizia. Iniziata con la creazione italiana dello spettacolo Palermo Palermo del 1989 è proseguita fino alla morte dell’Artista.

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