L’Istituto Slovacco presso l’Ambasciata Slovacca in Roma invita ad un “viaggio in musica” in collaborazione con il Conservatorio di Santa Cecilia.

La scorsa settimana ho preso parte ad una fantastica serata presso l’Ambasciata Slovacca a Roma organizzato da un attivissimo Istituto Slovacco che periodicamente apre ad amici e rappresentanze diplomatiche le porte alla cultura promuovendo eventi di pregio.

Quello di giovedì 6 giugno dal titolo “Invito al viaggio” era un concerto in sinergia con il conservatorio di Santa Cecilia di Roma che ha visto protagonisti due talentuosi ragazzi: Mert Solmaz (Turchia)      al pianoforte e Dominika Marková (Slovacchia) mezzosoprano. Oltre un’ora di musica con i famosi preludi di Claude Debussy e arie tratte da opere di Mozart, Bellini, Verdi e Korsakov, Dvorak, Kalman.

L’evento è stato presentato da Lubica Mikusova nuova direttrice dell’Istituto Slovacco che ho avuto modo di conoscere per la prima volta  dal suo recente  insediamento e da Lea Pavarini , professoressa del Conservatorio di Santa Cecilia

“Il Concerto fa parte del progetto dell´EUNIC – cluster Rome „EUROPA IN MUSICA“ sottolinea quest’ultima con orgoglio presentando i giovani interpreti.

Sempre calorosa l’accoglienza dell’Ambasciatore Slovacco in Italia  Jan Soth e delle carissime  Petra Bartekova e Monica Carta. Al termine abbiamo gustato un delizioso rinfresco organizzato dallo chef dell’ambasciata che ha riscosso commenti molto positivi potendo osservare nel contempo le divertenti opere di Peter Stankovic esposte nei saloni dell’istituto.

La mostra del pittore e illustratore slovacco intitolataLa Dolce Vita, curatore Vladimír Potocký è stata inaugurata a fine marzo e sarà visitabile ancora per pochi giorni. 

“Le opere di Stankovič, piene di ricca immaginazione, raffigurano contemporaneamente il miracolo e la realtà nel quotidiano. Sono prive di pregiudizi ideologici e formali, dipinte con leggerezza, umorismo e sincerità. I suoi dipinti sono straordinari per alto livello di elaborazione tecnica tipica per le opere di “vecchi maestri” e per lo sguardo puro sul mondo e sulla vita” dichiara il suo curatore.

Osservare quei colori accesi quei grandi occhi e quelle particolari prospettive è divertente e rassicurante è quasi tornare bambini, ma in un mondo di adulti.

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