Quando i social fanno qualcosa di buono: alla scoperta del poeta Franco Mario Arminio

Bisogna dare a Cesare quel che è di Cesare: ovvero bisogna riconoscere pregi quando ci sono. Nel mio caso ringrazio Instagram che oltre a regalarmi ogni giorno splendide immagini di ogni parte del mondo spesso mi permette di fare conoscenze di situazioni, luoghi, eventi ed in questo caso di un poeta che mi ha davvero aperto il cuore.

Franco Mario Arminio  classe 1960 è nato a Bisaccia in provincia di Avellino è poeta, scrittore e regista. Collabora con il Corriere della Sera, Il Manifesto, Il Fatto Quotidiano.

È documentarista e promotore di battaglie civili: si è battuto, ad esempio, contro l’installazione delle discariche in Alta Irpinia e contro la chiusura dell’ospedale di Bisaccia.

Roberto Saviano ha definito Franco Arminio «uno dei poeti più importanti di questo paese, il migliore che abbia mai raccontato il terremoto e ciò che ha generato»,] citando un suo passo: «Venticinque anni dopo il terremoto dei morti sarà rimasto poco. Dei vivi ancora meno». Il 29 novembre 2010 sempre Roberto Saviano legge una poesia di Arminio in prima serata su Rai 3 nella quarta e ultima puntata di Vieni via con me, nel corso di un monologo sul terremoto dell’Aquila del 2009.

Condivido alcuni brani che ho trovato sul web in attesa che arrivino i libri che ho ordinato :

Anatomia emozionale

C’è un piccolo lupo di pietra
dietro lo sterno,
lo vedi in momenti rarissimi della vita,
e forse quando muori torna in compagnia
perché tutta la carne diventa fredda
e a tutto il mondo hai detto addio,
ma ora quel piccolo lupo
chiede una carezza,
chiede di essere avvistato.
Fuori piove, il cielo è nero,
anche gli altri hanno un piccolo animale
dietro lo sterno.

Franco Arminio, da Resteranno i canti, Bompiani, 2018

Quando sai che cosa cerchi

Datti alla vita intensa,
cercala,
non fare altri errori,
resta sulla tua strada,
cammina senza muoverti,
resta fermo nei tuoi passi,
il mondo sarà buono
se resti fedele
a ciò che stai cercando.

Franco Arminio, da Resteranno i canti, 2018, Bompiani

La prima volta

 La prima volta non fu quando ci spogliammo
ma qualche giorno prima,
mentre parlavi sotto un albero.
Sentivo zone lontane del mio corpo
che tornavano a casa.

Franco Arminio (Bisaccia, 1960), da Cedi la strada agli alberi. Poesie d’amore e di terra, Chiarelettere, 2017

Gioia

Non pensarla la gioia, sentila,
è una fioritura nella carne,
è il maggio delle ossa,
l’aprile degli occhi.
La gioia non è un fatto,
una cosa, un luogo.
La gioia crea spazio,
scioglie, fa il vuoto.
 
Franco Arminio, da Resteranno i canti, Bompiani, 2018

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