Glamour Magazine e Condé Nast: addii e nuovi inizi

Mia madre è abbonata a Vogue Italia da oltre 20 anni. Quando, crescendo, sono diventata anch’io un’amante della moda, mamma mi ha regalato l’abbonamento a Glamour Italia. Regalo più che apprezzato! Le riviste di moda sono un’ispirazione. È bellissimo sfogliarle, scoprire storie e nuove idee, ammirare i look più di moda e prendere spunto per la prossima giornata di shopping. Possediamo un’amplissima collezione di Vogue e Glamour: mai nessun numero è stato gettato. Così abbiamo sempre la possibilità di sfogliarle di nuovo. Ogni rivista, infatti, porta con sé particolari ricordi che di tanto in tanto fa piacere rispolverare.

Un paio di settimane fa, ho ricevuto a casa una copia di Vanity Fair. Non abbiamo l’abbonamento a questa rivista: ho pensato fosse un errore. La settimana successiva (Vanity Fair è un settimanale) ho ricevuto nuovamente la rivista a casa. “E Glamour che fine ha fatto?” mi sono chiesta. Ebbene, questa seconda copia di Vanity Fair è arrivata accompagnata da una lettera.

Proprio così: è la fine di Glamour. Dopo ben 27 anni dalla sua fondazione, il magazine non sarà più pubblicato, né nel formato cartaceo, né online. Vanity Fair prenderà il suo posto, con aggiornamenti su avvenimenti, personaggi, moda, bellezza, libri, arte, cinema. Diventeranno molto più presenti i contenuti digitali, a scapito di quelli cartacei, ormai (tristemente?) superati. È questo l’unico modo per raggiungere le giovani lettrici. Il pubblico online delle riviste Vogue e Vanity Fair è infatti estremamente ampio ed è a questo che si rivolgeranno tutte le strategie del gruppo editoriale Condé Nast. Io stessa ho notato infatti negli ultimi tempi numerose collaborazioni di Vanity Fair con influencer che, tramite Instagram e il più recente ma ormai estremamente affermato TikTok, veicolano contenuti rivolgendosi ad un target di giovani e giovanissimi. Dunque, il numero di Glamour di dicembre 2019/gennaio 2020 che ora stringo tra le mie mani è ufficialmente l’ultimo.

Ma non è solo tempo di addii: è anche tempo di nuovi inizi. Da poco più di un mese, infatti, Condé Nast ha inaugurato a Milano il primo store fisico del gruppo editoriale nel mondo. Si chiama Condé Nast Frame e si trova proprio nella sede di Condé Nast stessa. Si tratta di uno spazio che ospita, tra gli archivi storici dei magazine, un’area per eventi, la storica pasticceria San Carlo ed uno store con prodotti brandizzati con i diversi magazine: Vogue, Vanity Fair, GQ, Wired…

Fonte foto: @condenastframe

Sicuramente una meta da visitare durante il prossimo viaggio a Milano. Le novità in casa Condé Nast non sono finite però: il numero di gennaio 2020 di Vogue introduce grandi novità all’insegna della sostenibilità ambientale. Già da qualche mese ormai, le riviste a cui siamo abbonate arrivano a casa avvolte da pellicole realizzate in plastica compostabile. Ora, Vogue fa un passo in avanti: riconoscendo che la produzione di un giornale di moda ha un impatto ambientale significativo, propone per questo numero la (quasi) totale assenza di servizi fotografici. I servizi fotografici per essere realizzati infatti necessitano di spedizioni internazionali, voli, automobili, luci accese e generatori di elettricità. In questo numero le illustrazioni sostituiscono le foto. Un nuovo modo di intendere la creatività, ma anche la sfida di rappresentare abiti senza fotografarli. Emanuele Farneti, direttore di Vogue Italia, riporta nella sua lettera iniziale la dichiarazione dei 26 direttori di Vogue nel mondo:   

“Per più di un secolo, Vogue ha sostenuto e abbracciato la creatività e l’artigianalità, ha celebrato il mondo della moda e ha fatto luce sulle criticità del momento. Vogue ha il potere di far riflettere grazie alle immagini e a una narrazione avvincente. Ci impegniamo a supportare la creatività in tutte le sue forme e declinazioni. Vogue guarda al futuro con ottimismo e mantenendo la sua visione globale. Sempre al fianco delle iniziative che promuovono le diverse culture e preservano il nostro pianeta per le generazioni future. In questo parliamo tutti con una voce sola. Le 26 edizioni di Vogue credono nei valori di diversità, responsabilità e rispetto per gli individui, le comunità e il nostro ambiente naturale”.

by Michela Formicone

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