La cannaiola di Marta

Ieri sera ho assaggiato, durante la serata Fisar per la consegna degli attestati per i partecipanti al Corso di Primo livello, un nuovo vino. Si chiama Io e Lei. Si tratta di un IGP del Lazio . Il vitigno è il cannaiolo, molto diffuso nell’Italia centrale, presenta bacche nere. In questo caso si trattava di un rosato fantastico molto fruttato e piacevole al palato con note di pesca e melograno molto evidenti.

La cannaiola di Marta (lago di Bolsena) mi ha incuriosito e così ho scoperto che:

L’etimologia del nome “Cannaiola”, che indica il vino tipico del comune di Marta (VT) ottenuto dai grappoli del genere “Canaiolo Nero”, è ancora incerta e chi si è cimentato nella ricerca ha avanzato varie ipotesi.
Nel “Dizionario Etimologico Italiano” di C. Battisti e G. Alessio è detto, ad esempio, che il nome deriva dal fatto che tale uva nera è “appetita dai cani” mentre altri ritengono, invece, che il termine derivi dal latino dies caniculares, i giorni più caldi, notando che proprio in quei giorni le uve, ancor verdi, iniziano a cambiare colore virando verso il nero-violaceo.
L’ipotesi più accreditata resta, tuttavia, quella che sostiene la sua derivazione da Canna poiché le viti erano tenute diritte con le canne, molto abbondanti e facilmente reperibili in un territorio lacustre.
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