Moda, performance, musica e trasformazione. Il 17 settembre è una data speciale per Isa Giovannozzi, il giorno in cui, ormai da alcuni anni, la designer sceglie di presentare la sua nuova collezione. E anche quest’anno l’appuntamento si è trasformato in un’esperienza capace di andare ben oltre la tradizionale passerella.
Nella suggestiva atmosfera del Circolo degli Illuminati, la nuova collezione A/I 2026-27 di Atelierd.isagio, “ASTRI&D.ISASTRI – dagli abissi alle stelle”, ha accompagnato il pubblico in un viaggio immersivo fatto di moda, musica, movimento e introspezione.
Perché definirla semplicemente una sfilata sarebbe riduttivo. Isa Giovannozzi ha costruito un racconto nel quale ogni elemento è parte di una narrazione più ampia: gli abiti, le luci, la musica, le performance e persino il modo in cui le modelle hanno attraversato lo spazio. Un progetto che racchiude sei mesi di lavoro e che, nell’arco di un’ora, ha cercato di trasformare la moda in emozione.
Il cuore della collezione è racchiuso in una frase della designer:
“Immergersi in sé stessi per poter riemergere. Non una fuga da ciò che siamo, ma un viaggio attraverso ciò che siamo”.

È questo il filo conduttore di ASTRI&D.ISASTRI: la possibilità di attraversare il cambiamento senza paura, accettando anche i momenti di smarrimento come parte di un percorso necessario per ritrovare una nuova consapevolezza.
A dare corpo a questo messaggio è stata una performance che ha visto protagonisti Eleonora Viezzer, Gabriele Giovannozzi e Sara Viezzer. Il movimento ritmico, l’osservazione reciproca, lo specchiarsi l’uno nell’altro e infine l’abbraccio hanno trasformato in gesto ciò che la collezione racconta attraverso gli abiti: la ricerca di sé e il riconoscimento dell’altro.
Un momento intenso, accolto con entusiasmo dal pubblico, nel quale la moda ha smesso per qualche istante di essere soltanto materia per diventare linguaggio. A seguire il racconto, con una presenza musicale dal vivo, è stata Noemi Mattei, che ha alternato basi scelte per accompagnare i diversi momenti della passerella alla voce narrante di Eleonora Viezzer, creando una vera e propria colonna sonora dello spettacolo.

Al centro dell’universo creativo della collezione c’è Desiré, il personaggio immaginato da Isa Giovannozzi: un angelo dalle verdi trecce che, incuriosito dal mondo degli esseri umani, lascia gli alti cieli e precipita negli abissi del mare. Dalla sua caduta nasce l’Aurora Boreale. Ma la caduta non rappresenta la fine. Al contrario, è l’inizio di un nuovo viaggio. È proprio negli abissi che Desiré attraversa la perdita dell’equilibrio, la transitorietà, il cambiamento, fino a trovare una nuova forma di sé e a riemergere verso la luce.
Un percorso che la designer traduce in tre capitoli: DISASTRI, TRANSITORIETÀ e ASTRI.
DISASTRI: quando tutto precipita
Nel primo capitolo arriva la caduta. La palette cromatica diventa più profonda, le silhouette acquistano volume e le stratificazioni contribuiscono a creare una sensazione di densità e instabilità. È il momento in cui tutto sembra perdere il proprio equilibrio. La materia si fa più intensa e il corpo sembra quasi essere avvolto da ciò che sta accadendo.
TRANSITORIETÀ: cambiare forma
Le forme cambiano, si sovrappongono, si trasformano. L’abito non è più qualcosa di statico, ma una materia viva che può essere reinterpretata. Alcuni capi sono stati infatti progettati per essere indossati in modi differenti, grazie a costruzioni double-face e a diverse possibilità di styling. Durante la passerella, le modelle hanno slegato lacci e fiocchi, modificando la struttura degli abiti e mostrando concretamente la loro capacità trasformativa. Un gesto semplice ma estremamente significativo: cambiare veste può diventare anche un modo per raccontare un cambiamento interiore.
ASTRI: la luce dopo il buio
Poi arriva la riemersione. Nel capitolo ASTRI, la materia torna progressivamente a illuminarsi. Superfici lucide, strass, paillettes e dettagli scintillanti introducono nuovi riflessi e trasformano l’immaginario della collezione. Dal buio alla luce. Ma soprattutto da una forma di sé a un’altra.
Ed è forse proprio qui che si trova il significato più profondo del lavoro di Isa Giovannozzi: non siamo necessariamente destinati a rimanere uguali a noi stessi. Possiamo attraversare le nostre trasformazioni, cambiare prospettiva, lasciar emergere nuove parti di noi.
Anche il percorso delle modelle è stato costruito per lasciare spazio alla libera espressione. Non un’unica interpretazione, non un modo prestabilito di vivere l’abito, ma la possibilità per ogni donna di muoversi, sentirsi e raccontarsi attraverso ciò che indossa. L’abito, quindi, non impone chi essere. Diventa uno strumento attraverso il quale essere.
Questa filosofia raggiunge il suo momento conclusivo quando le modelle si siedono una accanto all’altra sul palco, simulando con i loro movimenti le onde del mare e il ritmo della marea. Un’immagine poetica che riporta idealmente il pubblico proprio là dove il viaggio era iniziato: negli abissi.
A sostenere il progetto come brand ambassador è stata Elda Alvigini, attrice, autrice e regista italiana, da tempo legata ad Atelierd.isagio. Con entusiasmo e commozione ha accompagnato la serata, condividendo con gli ospiti il percorso creativo della designer e quel particolare universo fatto di ricerca, artigianalità e libertà espressiva.
Tra gli ospiti presenti anche Margherita Aresti, attrice italiana di “Come il miele”; Emilio Capoano, avvocato e giornalista; Emanuela Scanu, psicologa, scrittrice e blogger; Rossella Ambrosini, attrice e doppiatrice; Giorgia Sbianchi, presentatrice e modella.
Presenti inoltre, insieme a numerosi protagonisti del mondo dello spettacolo, della cultura e della comunicazione, Stereotipa, creator e content digital; Roberto Romeo, creator digitale; Chiara Cecilia Santamaria, in arte “Machedavvero”, creator digitale, e Noemi Intino, costumista.
Ogni look presentato durante la sfilata è un pezzo unico, disponibile e prenotabile presso l’Atelier di Garbatella a partire dal giorno successivo allo show. I modelli potranno inoltre essere riprodotti in differenti tessuti e misure, mantenendo intatta la loro possibilità di essere reinterpretati. Perché il concetto di trasformazione non appartiene soltanto alla storia narrata in passerella: è parte integrante della filosofia progettuale di Atelierd.isagio.
La collezione è stata realizzata dalla sartoria Frykowska, diretta da Rita Quinto, con altri capi realizzati dalla capo sarta Margherita Massaro.
Con ASTRI&D.ISASTRI, Isa Giovannozzi porta in passerella molto più di una collezione. Porta una domanda, una possibilità, quasi un invito. Quello a non avere paura degli abissi, perché anche quando perdiamo l’equilibrio possiamo trovare una nuova direzione. Quello a concederci la libertà di cambiare forma, di sperimentare, di guardarci con occhi diversi. E infine quello a riemergere. Più consapevoli, più autentici, più luminosi.
Perché, come racconta la designer attraverso Desiré, a volte è proprio attraversando il buio che impariamo a riconoscere la nostra luce.



