#lartenonsiarrende: Gio’ Montez

Rigenerazione urbana attraverso l’azione artistica: è questo l’obiettivo dell’Atelier Montez di Gio’ Montez, nel quartiere romano di Pietralata, che da circa dieci anni si occupa di produzione artistica contemporanea, interdisciplinare e relazionale. Lo spazio polifunzionale intende proporre un prodotto made in Italy, ma in collaborazione con una grande rete internazionale di Produttori Indipendenti. Un luogo di lavoro e di confronto tra artisti ed esperti del settore, per lo sviluppo di idee e di progetti virtuosi di interesse collettivo. 

Malgrado la chiusura forzata dovuta alla pandemia, le difficoltà per la ripartenza e la poca considerazione ricevuta dal Governo all’arte contemporanea Giò Montez dichiara:

“Il nostro è “il paese dell’arte” per antonomasia e l’arte contemporanea è un business da miliardi di euro. Come se essere artista fosse un diletto e non una professione. Come se l’arte contemporanea non fosse importante come il Teatro dell’Opera o gli spettacoli circensi, a cui invece sono destinati diversi milioni di euro. Uniamoci e associamoci; dobbiamo intensificare l’attività culturale specialmente nei periodi di crisi. Un buon esempio è la recente nascita della “Associazione delle gallerie italiane”. Dobbiamo raccontare questa crisi in modo trasparente, decentralizzato, conservando i punti di vista differenti e condividendo un obiettivo comune…”.

Sebbene con enormi difficoltà non si rinuncia ai progetti anzi ad uno davvero enorme:

Il mio prossimo progetto è be**pART. Sto curando la mostra collettiva più grande del mondo in un periodo in cui le mostre sono addirittura interdette. Con il team di A.C. Montez, gli artisti associati e oltre 20 Ambasciatori be**pART già attivi in tutti e 5 i continenti stiamo allestendo la mostra presso Atelier Montez a Roma, che aprirà al pubblico a partire da Settembre 2020. In esposizione 45.000 opere d’arte realizzate durante il lockdown da 1500 produttori indipendenti associati da tutte le nazioni del mondo. Vogliamo attirare l’attenzione mondiale su questa iniziativa e produrre un catalogo che sarà un documento storico, un racconto collettivo di questa pandemia. Vogliamo creare una memoria per noi stessi e per le generazioni future; che abbiamo un’esempio di solidarietà e un modello virtuoso di sconfitta dell’isolamento sociale che rischia di sabotare l’integrità dei principi su cui si basa il nostro bel paese e tutta la nostra Comunità”.

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