#lartenonsiarrende: Manuela Traini

In arte “Manuela iniart” nel quotidiano lavoro come bancaria, ma fuori dall’ufficio vive in me una spiccata propensione artistica. Era l’anno 2013, quando in seguito ad una delusione, mi avvicinai ai colori. Mi accorsi che la concentrazione del make-up su me stessa mi allontanava dai brutti pensieri. Credo di aver trascorso interi fine settimana a truccarmi, e l’ho fatto così per tanto tempo, da arrivare a creare delle vere e proprie opere d’arte su me stessa. Erano così belle che per non dimenticarle mi auto-fotografafo. Da allora ho portato sempre con me delle palline di colore in borsa. Un giorno andai trovare mia sorella gemella incinta  ricoverata all’ospedale di Ancona per problemi nella gestazione. Fu allora, che presi in mano quella situazione di sconforto, dipingendole il pancione con le mie palline di colore. Era il 4 gennaio 2014. La mia vita da quel giorno ha iniziato a cambiare. Ad oggi ho dipinto e fotografato 120 donne.

Questo periodo Covid, mi ha permesso di utilizzare il tempo con la calma, mi ha dato la possibilità di poterlo vedere e di riuscire a godere della mia arte nei momenti lontani dall’ufficio. Momenti di tempo più lunghi rispetto ai normali orari di lavoro. Ho iniziato a dipingere su tela, quindi sono passata da una superficie ovale, vellutata ed in movimento ad una superficie bianca, immobile e rettangolare. Ho provato a realizzare questo momento incredibile. Ho unito un caos di emozioni vissute in prima persona. Ho avuto modo di ascoltare situazioni agghiaccianti, di vivere la città vuota (perché la mattina sono sempre andata in ufficio), di aiutare la mia vicina con la gestione della sua quotidianità in quarantena, perché il marito è stato ricoverato al Gemelli. Ho vissuto la lontananza con tutta la mia famiglia, che non vedo dal 30 di gennaio perché vive in Abruzzo. E’ stato un periodo che definirei comunque incredibile.

“Sembra di essere in guerra, il nemico è invisibile, privo di colori, non si respira.

Nelle profondità degli abissi vi è un mostro impietoso che fagocita tutto ciò che incontra seminando paura.

Ci si immerge nell’incertezza.

Squarcia il buio però un grido disperato che fende il tempo e lascia intravedere luce nella scia del mare che nulla teme tanto è immenso, neppure l’ignoto.

E poi, arriva l’onda perfetta che con la sua ala d’angelo ammanta questi giorni imperfetti.

Nella profondità del dolore, nella presenza che manca, nell’assenza che scava e riempie.

– Il mio mostro in questo tempo e la sua salvezza -“

Titolo: COVID

acrilico 50×60 

instagram / FB : manuela_iniart 

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