La penna biro, il microonde, i ghiaccioli, la penicillina… sono solo alcune delle scoperte nate dal caso o dagli errori che ci hanno cambiato la vita. Proprio l’errore nella sua visione più positiva è quello che allo IED è stato celebrato con una Factory che ha dato vita ad un meraviglioso evento.
Un’esperienza immersiva veramente accattivante quella vissuta venerdì 1marzo presso la sede IED di Via Alcamo a Roma. Lo IED non è certo nuovo a queste sperimentazioni, ma l’aria che si respirava tra i vari corridoi ed aule, gli studenti internazionali, genitori emozionati, amici entusiasti è stata davvero emozionante.
Un pomeriggio in cui si evidenzia l’errore come possibilità di crescita e di esperienza. Sbagliare non è un errore. Tutti i laboratori rappresentati celebravano l’errore come innovazione artistica. In un mondo che vede il fallimento come la fine di un processo, l’arte diventa elemento di risoluzione.
Torna IED FACTORY, settimana intensiva di workshop interdisciplinari IED Roma con artisti e professionisti di fama internazionale, dedicata a tutti i secondi anni dei Corsi triennali.
Con i loro laboratori, tredici artisti hanno guidato circa trecento studentesse e studenti provenienti da tutte le scuole IED Roma nella realizzazione di opere visive capaci di valorizzare l’errore umano, una risorsa indispensabile per la ricerca dell’espressione artistica e creativa della nostra specie. Un messaggio che la sede romana vuole lanciare soprattutto ai più giovani, che vedono l’imperfezione come un carattere di debolezza e il cui rapporto con la fallibilità è sempre più negativo.
La settimana di laboratori trasversali, iniziata lunedì 26 febbraio e conclusa con l’evento di venerdì 1° marzo. Gli artisti che hanno preso parte a questa edizione sono: Mirto Baliani, Mara Oscar Cassiani, Francesco Corvi, Federica Di Pietrantonio, Guido Gazzilli, Manaf Halbouni, Luca Longobardi, Simon Mraz, None Collective, Numero cromatico, Luigi Olivieri, Viola Pantano e Daniele Sigalot.

Vi lascio un po’ di foto dei progetti tra i vari piani

Cosa mi è piaciuto di più:
Aula b1
“Aldilà dell’errore” è il concetto stesso per cui uno sbaglio, qualcosa iconograficamente connesso alla mancanza di qualcos’altro possa diventare fulcro di un nuovo processo, un’arte che esuli dalla sua accezione terrena e sfocia nel multiverso. Questa stanza è una realtà parallela in cui chiunque possa sentirsi riconosciuto, dove l’errore non esiste o vira nella sua stessa vacuità di concetto.
Entrare da quella porta sarà un viaggio, non solo verso e dentro sé stessi, ma soprattutto nell’arte stessa, nella creatività e nella percezione diversa del mondo, che troppo spesso ci vede come vittime e carnefici della nostra stessa mente. Guarda e guardati attraverso la figura misteriosa al centro della stanza, personificazione di questa marea di sbagli. Quante volte la nostra mente ci definisce un fallimento? Quante volte ci vediamo meno di quello che si è nella realtà? Non serve essere perfetti per fare la differenza.
Nell’aula magna: ANIMA-LE VEDI OLTRE L’ERRORE
“Anima-le” si svolge in un ciclo continuo (loop).
La performance invita il pubblico a muoversi li-beramente, osservando l’arte evolversi in tempo reale e garantendo un’esperienza sensoriale che coinvolge vista, udito e sentimento in un viaggio unico attraverso l’errore trasformato in espressione creativa.
Questa modalità immersiva consente agli spettatori di vivere l’opera da varie prospettive temporali e emotive arricchendo così l’esperienza artistica complessiva.
Infine il mio preferito fra tutti: faccio cose
Quante cose puoi fare con uno specchio? Ogni monitor invia immagini registrate sui vari usi, alcuni davvero originali, di un semplice specchio.
In altalena? In un pozzo, rotto? Da pulire, per specchiarsi, al parco, su una statua? L’ho trovato geniale!




