La scorsa settimana ho partecipato ad un doppio opening a Spazio Giallo a Piazza Dè Ricci nel pieno centro a Roma e sono stata avvolta da tante emozioni. La mattina, tra un caffè ed una chiacchiera, sono stata accolta dalle curatrici Carolina Levi e Anne-Claire Meffre che mi hanno illustrato le varie “stanze” che numerosi artisti hanno allestito.

“Ma per favore con leggerezza” è un viaggio dentro una casa che non esiste, ma in cui tutti possiamo riconoscerci. Un luogo trasformato in un sogno abitabile, dove ogni ambiente – camera da letto, studio, biblioteca, cucina, bagno – diventa espressione di un’anima.

Una casa come specchio dell’interiorità, che accoglie memoria, desiderio e stupore quotidiano che ho potuto gustare con tempo godendomi ogni angolo.

L’ispirazione nasce da domande intime, come quelle del celebre questionario di Proust: Chi sogni di essere, qual è il tuo fiore preferito, dove vorresti vivere? Proprio questa è stata la mia prima scoperta: un libro che non conoscevo ed il relativo gioco da tavolo realizzato con grande maestria. E poi i vasi in vetro di Pia Glassworks , gli ex voto di Stephan Hamel il letto a baldacchino e le sedie di Tommaso Cascella…(ve ne ho parlato nel dettaglio in un articolo recente!)

Tante le cose da vedere e da toccare con mano in questo stupendo universo che vi anticipo con qualche foto ricordandovi che Spazio Giallo vi accoglie fino al 30 novembre con questo particolare allestimento.

Nella seconda parte dell’opening avvenuto in serata una sentita e numerosa partecipazione ha quasi “bloccato” la piazzetta. Gli invitati sono stati “trattenuti” dalle performance di YoY Performing Arts con le coreografie di Emma Zani e Roberto Doveri, musiche di Timoteo Carbone e costumi firmati Hache Official. Un lavoro tra danza e visione, curato da Eleonora Tempesta, ispirato al tempo come paradosso. Al termine “Sempre aperto teatro”, lettura-concerto dedicata.

