Ho ricevuto un meraviglioso dono: un catalogo da collezione di Elvi Ratti relativo all’ultima mostra inaugurata pochi giorni fa presso la Galleria Vittoria a Via Margutta. Il catalogo inizia con una poesia di Tomaso Binga che a dispetto del nome è in realtà una donna.
Tomaso Binga è un artista e vive a Roma. Originaria di Salerno ha assunto un nome maschile per contestare ironicamente i privilegi maschili nel mondo dell’arte (già per questo mi è simpatica!). Si occupa di scrittura verbo-visiva e già da bambina si interessa di arte che include il collage, il dattiloscritto, la pittura, la performance.
Il Titolo è il racconto privilegio del tempo
partenza
Il Racconto è supporto materia e memoria
incisione….
Già queste prime frasi, che sono del 2017, ti avvolgono nella poesia che anticipa la visione di meravigliose opere che nella mostra possiamo osservare e notare i cambiamenti del linguaggio visivo di nostri giorni rispetto a quelle degli anni 70. Credo che questa meravigliosa artista abbia ancora da raccontare con la sua carta ed i suoi colori.
Per riprendere le parole di Tiziana Todi : “Elvi Ratti non rappresenta semplicemente la realtà: la reinventa. Ogni opera è invito alla scoperta, sfida silenziosa al limite, eco di quel desiderio instancabile di andare oltre che anima la vera arte. In questa tensione tra dolcezza e fermezza risiede la sua unicità: una donna che ha fatto della gentilezza la forma più alta del coraggio”.

