Schumacher torna a Parigi: quando il design chiude il cerchio

Ci sono storie che non seguono una linea retta, ma un movimento circolare. Storie che partono da un luogo, attraversano il mondo e, dopo oltre un secolo, ritornano alle origini. È il caso di Schumacher, storica Maison di design fondata a New York nel 1889 da Frédéric Schumacher, che oggi celebra il suo ritorno simbolico in Francia con l’apertura di Atelier Paris, il nuovo studio creativo “Made in Paris”.

Dal 2022, con lo showroom nel cuore di Saint-Germain-des-Prés, Schumacher ha rinsaldato il legame con le proprie radici francesi. Ma è in occasione di Paris Déco Off 2026 che questo dialogo si trasforma in una vera dichiarazione d’intenti, attraverso la presentazione della prima collezione firmata Schumacher Atelier Paris.

Un viaggio tra passato e presente

La collezione nasce da un momento intimo e decisivo: la scoperta, da parte della direttrice artistica Astrid Elineau, degli archivi storici della Maison conservati a New York. È durante il viaggio di ritorno verso Parigi che prende forma la domanda che diventa il filo narrativo dell’intero progetto: se Frédéric Schumacher tornasse oggi a Parigi, cosa porterebbe con sé?

La risposta è una collezione che non contrappone Parigi e New York, ma ne esplora la conversazione. Un dialogo fatto di ritmi, savoir-faire e immaginari che si intrecciano, fondendo la raffinatezza europea con l’energia inventiva americana.

Giorno e notte, struttura e leggerezza

Presentata nell’ex atelier dell’artista Arman, al numero 5 di rue des Grands Augustins, la collezione si sviluppa come un racconto tessile sfaccettato, scandito da contrasti: giorno e notte, classicismo e modernità, rigore architettonico e libertà creativa.

Tessuti, passamanerie, carte da parati e tappeti danno vita a superfici vibranti, dove le scale si amplificano, le texture diventano protagoniste e il colore costruisce profondità. Le ispirazioni spaziano dalle facciate newyorkesi ai quilt americani, dalle sete lionesi ai giardini formali francesi, fino ai riflessi metallici delle città illuminate dopo il tramonto.

Il linguaggio Schumacher, oggi

Righe architettoniche reversibili, plaid strutturati, floreali pixelati, effetti moiré su denim e tessuti luminosi intrecciati con fili metallici: la collezione interpreta il DNA Schumacher con uno sguardo contemporaneo. Le trame evocano skyline urbani, orizzonti marini e griglie architettoniche, mentre le palette cromatiche alternano toni profondi e sofisticati ad accenti vibranti e inattesi.

Sotto la direzione di Astrid Elineau, l’attenzione al dettaglio si traduce anche in una sperimentazione tecnica d’eccellenza: tessuti double face, intrecci ad alta densità, rivestimenti murali, passamanerie con frange e nastri tessuti, fino a materiali ad alte prestazioni per indoor e outdoor. Alcuni materiali sono sviluppati in manifatture che collaborano abitualmente con l’alta moda, portando nell’interior decoration un savoir-faire raro e prezioso.

Un nuovo capitolo

Questa libertà creativa apre nuovi criteri all’interno della Maison, ridefinendo colore, scala e trattamento grafico. Ne nasce una collezione-manifesto, che segna l’inizio di un nuovo capitolo per Schumacher: un incontro armonico tra eredità francese e spirito americano, raccontato attraverso un linguaggio sofisticato, audace e profondamente contemporaneo.

Perché il vero lusso, oggi, è saper unire memoria e visione.

Lascia un commento