Un amore di peso: commedia contro i pregiudizi al Teatro Dè Servi

Va ben oltre la definizione di commedia ciò che è in calendario fino al 15 febbraio prossimo al Teatro dè Servi in pieno centro a Roma. Sto parlando di “Un amore di peso” uno spettacolo scritto, diretto ed interpretato da Marco Cavallaro, nel ruolo di Giorgio. Il tema proposto riguarda i pregiudizi sociali e le differenze fisiche in particolare verso le persone in sovrappeso.

Nel corso della rappresentazione, durata circa due ore, ci rendiamo conto di quando nessuno di noi sia immune davanti al pregiudizio; sia quando lo si esprime sia quando lo si subisce. Sono quattro i protagonisti della storia: Giorgio impiegato in una società di marketing, un uomo quasi cinquantenne dall’apparenza timida e riservata, Mario , interpretato da Marco Maria Della Vecchia, omosessuale incline al gossip e collega di Giorgio, Valentina Stredini che interpreta Lara la datrice di lavoro di Mario e Giorgio. Figlia di papà è bella e magra, ama le borse firmate, gli amori facili, il fitness e rendere impossibile la vita ai suoi impiegati. Entra in scena infine Clara interpretata da Olimpia Alvino donna in sovrappeso che ogni giorno per andare avanti deve dirsi davanti allo specchio “Sei bella!” ed ha sviluppato un senso dell’umorismo spesso duro.

Cosa hanno in comune questi quattro personaggi? Una sensazione di vuoto. Ognuno di loro infatti quando arriva la sera e si trova da solo in casa sente che manca qualcosa. Accade spesso quando in una vita di apparenza si recita sempre un ruolo in barba ai propri sentimenti ed aspirazioni ovvero quando non si vive in modo autentico.

Alcune immagini tratte dalla rappresentazione

Una enorme fetta di torta, di quelle classiche con la doppia farcitura e la ciliegina per intenderci, è la scenografia di tutto lo spettacolo. Diventa un ufficio, un ristorante, il parco ed anche una stanza del Palace Hotel: un paio di giri et voilà cambia la scena! Ho trovato ciò molto divertente e funzionale. Intorno a questa fetta di torta si consumano amori, si mettono alla prova le amicizie ed infine si rivedono le proprie priorità.

Può un amore finire o non iniziare affatto, per paura del giudizio sociale? Accade più spesso di ciò che immaginiamo e come bene viene raccontato nella storia. Mario s’innamora di Clara per il suo sorriso ed il suo modo di essere malgrado sia in evidente sovrappeso. La sua battuta pronta, il suo “umorismo da grasso” non sempre lo comprende, ma gli piace. Riesce a vederla oltre l’apparenza, ma solo fino al momento in cui la loro storia viene alla luce e allora iniziano i dubbi, le paure fino alla sua “sparizione”.

La Bilancia Produzioni ha puntato su questa commedia vivace che travolge lo spettatore. Risate infinite per le situazioni comiche, ma anche per le innumerevoli improvvisazioni come la battuta nel momento in cui hanno suonato le campane della chiesa vicina oppure in risposta a qualche commento in sala. Una sala che ha partecipato attivamente allo spettacolo grazie al coinvolgimento diretto da parte di Marco Cavallaro in modo spontaneo ed ironico.

L’autore, originario di Catania, alla chiusura del sipario mi ha confidato come abbia cercato di portare questo spettacolo all’interno delle scuole senza successo –purtroppo non sono Pirandello!- dice scherzando – Credo sarebbe molto utile usare un mezzo come il Teatro per fara arrivare certi messaggi ai giovani. Con la risata si può educare

Uno spettacolo davvero divertente, originale ed arguto assolutamente da non perdere per ridere, ma anche per riflettere sui nostri comportamenti ed i nostri pregiudizi.

Ringrazio Maresa Palmacci per il cortese invito

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