Un viaggio tra arte, identità e spiritualità: le “Icone contemporanee” di Maria Laura Balestra alla Galleria Triphé

Roma continua a sorprendere con mostre capaci di raccontare storie profonde e attuali. Tra queste c’è “Icone contemporanee”, la nuova esposizione dell’artista Maria Laura Balestra, inaugurata alla Galleria Triphé e curata da Maria Laura Perilli.

Una mostra che non è solo da guardare, ma da vivere: un percorso visivo ed emotivo dove arte, memoria culturale e identità femminile si incontrano creando un dialogo potente tra passato e presente.


un momento dell’inaugurazione

Volti che raccontano storie

Le opere di Maria Laura Balestra colpiscono subito per la loro intensità. L’artista, profondamente affascinata dalla cultura africana, porta sulla tela volti femminili carichi di espressività, capaci di trasmettere emozioni immediate.

Gli sguardi sono il cuore della sua pittura: profondi, fieri, silenziosamente narrativi. In quei volti convivono liricità e forza, come se ogni ritratto custodisse una storia fatta di dignità, memoria e consapevolezza.


le 7 madonne nere

Le “Sette Madonne nere”: tradizione e simbolo

Appena entrati in galleria, lo sguardo viene catturato da un ciclo di opere dal forte impatto simbolico: “Sette Madonne nere”.

Queste figure si ispirano alla tradizione popolare della Campania, dove le Madonne nere sono oggetto di grande devozione. Nelle opere di Balestra, però, la tradizione si trasforma in qualcosa di nuovo: le immagini diventano ponti culturali tra il Sud Italia e l’Africa.

Ogni Madonna rappresenta una figura femminile forte, quasi una “sorella” universale, simbolo di maternità, protezione e resilienza. Le leggende popolari si intrecciano con una riflessione contemporanea sull’identità e sulla spiritualità, dando vita a un racconto che parla di radici condivise e rinascita culturale.


la mia preferita

Materia, colori e tessuti: una pittura che si sente

Uno degli aspetti più affascinanti delle opere è la loro matericità. Balestra utilizza una tecnica mista in cui acrilico, sabbia e colla si uniscono a frammenti di tessuto e carte colorate applicate su superfici corrugate.

Il risultato è una pittura intensa, quasi tattile, dove colori forti e materiali diversi rendono le figure vive, come se emergessero dalla tela per dialogare direttamente con chi le osserva.


Dall’iconografia sacra alla dignità umana

Il linguaggio artistico dell’autrice si ispira anche alla tradizione delle icone: frontalità, aureole dorate e centralità dello sguardo richiamano l’iconografia bizantina.

Ma qui avviene una trasformazione interessante. L’aureola non celebra il divino: diventa invece simbolo di riconoscimento e dignità per persone e culture che la storia ha spesso marginalizzato.

Le icone di Balestra non parlano di salvezza ultraterrena, ma di riscatto umano e sociale, trasformando l’arte in un gesto non solo estetico ma anche etico.


particolare le 7 madonne nere

Quando l’arte incontra il cinema

Il percorso creativo dell’artista è influenzato anche dalla sua esperienza nel mondo del cinema e della fiction come costumista. Questa formazione si percepisce nella cura dei dettagli, nei tessuti e negli ornamenti che accompagnano i volti dipinti, come se ogni figura fosse protagonista di una scena.


Perché vale la pena visitarla

“Icone contemporanee” è una mostra che invita a fermarsi e osservare davvero. Non solo per la forza visiva delle opere, ma per il dialogo culturale che riesce a costruire tra tradizioni diverse.

Un piccolo viaggio tra spiritualità, identità e femminilità che dimostra quanto l’arte possa essere uno spazio di incontro e riflessione.


Info mostra

📍 Galleria Triphé
Via delle Fosse di Castello 2, Roma

🗓 Dal 3 marzo al 17 marzo 2026

✉️ info@triphe.it

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