E’ stato un grande onore ieri sera essere tra gli ospiti che hanno potuto assistere in anteprima alla mostra “70 anni di Televisione, 100 anni di Radio” ed è stato davvero molto emozionante ed anche lo ammetto un po’ nostalgico, vedere vecchie foto di conduttori e programmi ormai sconosciuti alle nuove generazioni, ma che mi hanno accompagnato nella mia infanzia e giovinezza sensazione condivisa con alcuni dei partecipanti.
Radio d’epoca, fotografie, manifesti e filmati non stop che dalle 11 del 3 gennaio 1954, presentati dalla sede RAI di Milano da Fulvia Colombo, hanno inondato le nostre case. Sono passati 70 aa! E ne sono passati addirittura 100 dal primo annuncio radiofonico datato 6 ottobre 1924!
La mostra è stata curata dai Alessandro Nicosia e vede una ricca collaborazione tra diverse strutture Rai quali le Teche, la Direzione Produzione TV, il Museo della Radio e della Televisione, il Centro Ricerche e Innovazione Tecnologica ed altri ottenendo il patrocinio del Ministero della Cultura.
Radio e televisione sono stati importanti per noi singoli cittadini fino all’intera nazione. Non dimentichiamo gli storici programmi che hanno insegnato l’Italiano agli Italiani, l’aggiornamento in tempo reale di avvenimenti storici, quali le aperture della porta Santa, ma anche la tragedia del Vajont o quella di Vermicino. Mi piace anche ricordare come si cantava durante il Festival di Sanremo e di come si aspettava il sabato sera “Fantastico” prima con la Parisi e poi con la Cuccarini.
Nel percorso della mostra sarà possibile ripercorrere, proprio con i filmati d’epoca alcuni degli avvenimenti più incisivi divisi per decenni.
Una delle cose che più ho apprezzato è stata la presenza di abiti di scena moltissimi dei quali li ho riconosciuti a vista come quello della Parisi a Fantastico oppure quello indossato dalla Mondaini in Tante Scuse, quello di Patty Pravo in Una sera con Patty ed ancora un abito della Marchesini o della Cuccarini nonché alcuni indossati dalle gemelle Kessler!

Al termine del percorso si piò anche vedere come si prospetta il futuro televisivo con l’introduzione dell’Intelligenza Artificiale a cura Centro Ricerche, Innovazione Tecnologica e Sperimentazione RAI,
Fuori dalla struttura un altro vero e proprio reperto : La storica Fiat 1500 Rai
(dal tabellone descrittivo) Potente berlina, 75 CV per una velocità massima a 155 km/h, la 1500 del 1966 era all’inizio l’auto in dotazione alla Radio al seguito delle corse ciclistiche.
Tettuccio completamente apribile, con le vecchie insegne Rai, la vettura seguiva le gare grazie ad un impianto radio di trasmissione in onde medie, sino ai primi anni 70.
A partire dai primi anni Sessanta la diretta divenne l’elemento forte dell’evento sportivo più amato dagli italiani e la Fiat 1500 seguiva il Giro d’Italia ai tempi di Felice Gimondi.
L’equipaggio era composto da un autista-tecnico audio e dal giornalista sportivo che, nella parte posteriore dell’auto, in piedi e con il microfono in mano, faceva la radiocronaca dell’evento, ma anche le interviste in corsa sia ai responsabili di squadra nelle ammiraglie, sia agli stessi ciclisti, cosa che a quei tempi era permesso Per le riprese Tv, considerando la rarità delle telecamere portatili, si progettò un sistema con una telecamera da studio montata sopra il tettuccio della Fiat 1500.

La vettura della foto è l’unico esemplare rimasto della flotta Rai. In occasione delle celebrazioni dei 100 aa della Radio e dei 70 anni del Servizio Pubblico della TV viene mostrata in pubblico presso il Museo MAXXI di Roma al Quartiere Flaminio, ma ricordate solo da oggi fino al 3 dicembre con ingresso gratuito.


