A Bracciano in una mostra si consolida il rapporto tra l’Associazione la Cerqua ed il Maestro Roberto Di Costanzo

Non una semplice mostra quella dello scorso fine settimana nella splendida chiesa della Misericordia a Bracciano. Tra sabato e domenica in questa storica location riportata recentemente a nuova vita proprio dall’arte si è svolta una mostra di disegno/pittura delle iscritte all’Associazione la Cerqua.

L’associazione che vanta 30 anni di attività era rimasta da tempo senza una guida e l’incontro con il Maestro Roberto Di Costanzo ha portato nuova linfa come ho potuto appurare parlando con alcune delle “allieve” che riferiscono di aver appreso molto.

Non si parla solo di tecnica, ma anche di capacità di condividere, di stare insieme quasi a sfiorare in alcuni momenti un valore terapeutico. Ascoltando i racconti delle loro esperienze, è stato un peccato non essere riuscita ad intervistarle tutte, ho scoperto che per Isabella entusiasmo per la grande scoperta del gessetto ad olio e la consapevolezza che in fondo un disegno non è mai realmente finito e puoi sempre aggiungere qualcosa.

Per Liliana, che ha sempre usato acquarelli, il piacere della scoperta del corpo umano. Dato per scontato ha invece rivelato molto nel disegno e nell’uso della penna ha ottenuto le maggiori soddisfazioni.

Matilde ha ripreso da pochi mesi la vecchia passione ed è molto soddisfatta. Carla ha sempre usato l’olio e ha scoperto da poco il disegno del nudo. Ornella, autodidatta, da circa 12 anni utilizza l’olio, ma con Il Maestro Di Costanzo sperimenta la matita ed i colori acquarellati.

In chiusura della mostra alcuni partecipanti hanno notato che tra le opere esposte erano rappresentati temi ricorrenti:

 –Ho seguito il filone del nudo accademico nella tradizione del Gran Tour, ma abbiamo controbilanciato la figura femminile spaziando nell’attività classica, la Grecia, un po’ di Rinascimento. Sono state utilizzate varie tecniche dalla sanguigna alla china al gessetto ad olio e l’utilizzo della penna ha creato non pochi timori. La paura di sbagliare, di non poter cancellare ed invece la scoperta che è possibile usarla e raramente si sbaglia proprio per un vero e proprio atteggiamento psicologico. Quando sai di poter cancellare sbagli, ma se sai di non poterlo fare fai più attenzione e quindi ti predisponi a non sbagliare. – spiega il Maestro.

E noi ad ascoltare il Maestro parlare … in ammirazione!

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