Si è svolta ieri l’inaugurazione della nuova mostra* del caro amico Giuliano Gentile, in un luogo per cui vale la pena spendere alcune parole. L’insolita location, non tanto visto il numero di eventi in programma solo per l’estate 2026, è La Grottaccia**.

Il Dott. Genesio del Gruppo Archeologico di Cerveteri, Ladispoli, Tarquinia, con sede in Via Rapallo, 14 a Ladispoli (proprio il luogo in cui ha sede la mostra), ha inaugurato l’evento parlando della storia di questo sito archeologico di cui possiamo vedere solo alcune testimonianze. Si tratta di una villa rurale che permetteva parte degli approvviggionamenti di Roma. Durante la seconda guerra mondiale gli abitanti del luogo la usavano per proteggersi dai bombardamenti. Da profondo conoscitore ed appassionato ci ha rapito con racconti ed aneddoti ed infine ha introdotto i quadri e la simbologia di Giuliano.

L’artista ci ha fatto notare l’uso del chiaro/scuro per dare profondità e spiegato alcuni elementi ricorrenti. Le barchette di carta che troviamo sempre nelle sue mostre rappresentano il viaggio. Il viaggio reale della vita, ma anche dialogo interiore per ognuno di noi.

“Siamo tutti un pò Ulisse. Passiamo la vita a scoprire qualcosa dell’universo e di noi stessi. Ognuno a modo suo contribuisce. “
La barchetta è simbolo maschile e la casa simbolo femminile. Il gallo rappresenta la persona piena di sè mentre la tartaruga quella più pacata. In alcuni casi questi simboli li ritroviamo in contrapposizione tra loro. Il significato di altri simboli vi invito a scoprirli nei prossimi giorni dalle 18,00 alle 22,00 circa proprio con l’artista che sarà a disposizione per qualsiasi domanda.

Il mondo di Giuliano Gentile è solo in apparenza semplice. I colori ed ogni elemento sono accuratamente studiati ed in ogni quadro è nascosto un messaggio ed un intero mondo emozionale. Che dire del titolo? Molto più profondo di ciò che appare è un invito a vivere in serenità godendo delle cose belle che l’universo ci offre ogni giorno.

Solo nella mia esperienza di ieri oltre a vedere una bellissima mostra, salutare e complimentarmi con un caro amico e la sua famiglia ho conosciuto persone interessanti come un’artista che esporrà nello stesso luogo a fine agosto ed alcuni rappresentanti del Gruppo archeologico che gentilmente mi hanno portato in giro tra gli scavi raccontandomi la loro storia. Infine al brindisi ho scoperto un sacco di curiosità ovvero l’origine degli abitanti di Ladispoli/Cerveteri che è anche l’origine del loro dialetto, l’utilizzo di soprannomi che sono più diffusi dei nomi stessi ed anche assaggiato i prodotti di un forno locale fatti in modo artiglianale…ma questa è un’altra storia!
Tu costruisci la tua iniziando a vedere questa fantastica mostra, in questa location fantastica tra persone fantastiche! C’è davvero tanto da imparare.
*Fino al 12 luglio p.v. in via Rapallo, 14 a Ladispoli h.18-22

**alcune info: A Ladispoli, a poche decine di metri dal viale principale della città,è la cosiddetta Grottaccia a fornire la più importante testimonianza in zona del periodo romano.
Era chiamata Grottaccia perché per decenni l’unico elemento visibile era il criptoportico di una villa ormai distrutta e coperta dall’erba e dai detriti accumulatisi nel tempo. Successivamente circondata dallo sviluppo edilizio dell’area circostante.
Solo nel 1971 la Sovrintendenza dell’Etruria Meridionale iniziò i primi scavi superficiali e si cominciò a capire che quell’antro lungo e scuro era appunto il criptoportico di un complesso architettonico disposto su due piani. Furono portate alla luce scale, pavimentazioni, mura perimetrali: tutto fece identificare le rovine come quello che rimaneva di una villa rustica del | secolo a.C., realizzata su un punto leggermente rialzato dal livello del mare. Altri scavi sono ripresi in anni più recenti per opera del Gruppo Archeologico di Ladispoli, grazie ai quali si è riusciti ad avere un quadro più preciso di quello che era una volta la Grottaccia. Sono tornate alla luce pavimenti in lastrine policrome irregolari, basi di colonne in pietra calcarea poste nella zona più alta…
