L’odissea artistica di Renzo Eusebi: un viaggio tra sintesi, materia e spiritualità

Si è volta lunedì 6 luglio alle 18.00, presso la Sala del Cenacolo a Palazzo Valdina, l’inaugurazione della Mostra Antologica delle opere di Renzo Eusebi alla presenza dei rappresentanti delle Istituzioni quali l’Onorevole Mollicone che ha aperto i lavori, stampa, artisti, familiari ed amici.

A rendere ancora più affascinante il percorso espositivo è la lettura critica proposta da Luigi Salvatori già presente nel saggio Renzo Eusebi. Un’odissea tra sintesi e materia, tra controllo e libertà. Un testo che accompagna il visitatore lungo oltre cinquant’anni di ricerca artistica, raccontando l’evoluzione di un autore che ha fatto della sperimentazione il proprio linguaggio, senza mai perdere una straordinaria coerenza espressiva.

Secondo Salvatori, l’opera di Eusebi è una vera e propria “odissea”: un viaggio che attraversa le grandi stagioni dell’arte del Novecento, assimilando influenze diverse per arrivare a un linguaggio personale, capace di fondere rigore geometrico, forza della materia e tensione spirituale.

Alcuni momenti della presentazione della Mostra

La mostra riunisce 19 opere, realizzate nell’arco di quasi sessant’anni, dal 1968 al 2025, raccontando l’evoluzione artistica di Eusebi. I visitatori attraversando l’antico chiostro e intrattenendosi nella Sacrestia e nella Sala del Cenacolo hanno potuto in un certo senso compiere simbolicamente quel viaggio tra i decenni osservando le opere di Eusebi.

Dalla geometria di Mondrian alla libertà del segno

Le opere degli anni Sessanta rivelano una chiara fascinazione per il Neoplasticismo di Piet Mondrian. Linee ortogonali, campiture essenziali e colori primari diventano gli strumenti attraverso cui Eusebi ricerca un equilibrio universale, eliminando ogni elemento superfluo per arrivare all’essenza della forma.

Negli anni Ottanta, però, il suo linguaggio cambia direzione. La geometria lascia spazio a composizioni più libere e poetiche, dove il segno si fa dinamico e immaginifico. Le forme sembrano fluttuare nello spazio in un’atmosfera che richiama il surrealismo astratto e la lezione di Joan Miró, trasformando l’ordine razionale in una dimensione più lirica e visionaria.

La materia come esperienza

Gli anni Novanta rappresentano un’altra svolta fondamentale. L’artista abbandona temporaneamente il rigore della geometria per confrontarsi con la materia, sperimentando superfici ricche di sabbia, colle, tessuti e materiali naturali.

È una fase che dialoga con l’eredità dell’Informale e di Alberto Burri, ma che mantiene una propria identità grazie alla presenza costante dei tre colori primari. La tela non è più soltanto superficie pittorica: diventa corpo, memoria, esperienza tattile.

Il silenzio del colore

Nel passaggio tra gli anni Novanta e Duemila la ricerca di Eusebi assume una dimensione sempre più contemplativa. Le grandi tele monocromatiche invitano lo spettatore a rallentare lo sguardo e a immergersi nel colore, trasformando l’opera in uno spazio di meditazione.

Salvatori legge questa fase come un invito all’introspezione: il colore non descrive più il mondo esterno, ma diventa il luogo in cui ciascuno può proiettare emozioni, inquietudini e riflessioni personali.

Quando la pittura diventa architettura

La ricerca più recente segna un ritorno alla geometria, ma con uno spirito completamente nuovo. Le linee si inclinano, le forme si sovrappongono, lo spazio acquista profondità e movimento.

Da questa evoluzione nascono le celebri “pittosculture”, opere che superano definitivamente la bidimensionalità della tela. Legno e ferro entrano nella composizione, mentre il colore continua a essere il vero protagonista, trasformandosi in elemento costruttivo e architettonico.

una selezione delle opere esposte

Il filo rosso di tutta la ricerca

Se c’è un elemento che attraversa l’intera produzione di Renzo Eusebi è la fedeltà ai tre colori primari: il Blu Oltremare Chiaro, il Rosso Cadmio Chiaro e il Giallo Cadmio Chiaro.

Come sottolinea Luigi Salvatori, questi colori costituiscono il DNA della sua pittura. Cambiano le tecniche, mutano i materiali e si trasformano le forme, ma la tavolozza resta immutata, diventando il simbolo di una ricerca artistica coerente e in continua evoluzione.

Visitare Geometrie spirituali significa quindi ripercorrere questa lunga avventura creativa: un viaggio che conduce dalla sintesi geometrica alla forza della materia, fino a una nuova idea di spazio in cui pittura e scultura si fondono in un unico linguaggio. Un percorso che invita il visitatore non solo a osservare le opere, ma a viverle come luoghi di contemplazione, equilibrio e scoperta.

Il desiderio dell’artista marchigiano, che ha da poco compito ottant’anni e che nel corso della sua carriera ha esposto in importanti manifestazioni a New York, Chicago, Los Angeles, Tokyo, San Francisco, Philadelphia, Hangzhou, è quello di essere considerato un giorno un artista miliare per l’arte contemporanea e che i giovani studenti possano studiare le sue tecniche e le sue opere durante la loro formazione ed io credo che il suo sogno sarà realizzato.

Info Mostra:

Geometrie spirituali di Renzo Eusebi

dal lunedì al venerdì, dalle 11.00 alle 19.30 (ultimo ingresso alle 19.00), con ingresso gratuito.

Sala del Cenacolo e Sagrestia – Complesso di Palazzo Valdina
Camera dei deputati
Piazza Campo Marzio 42, Roma

Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito ufficiale dell’artista: www.renzoeusebi.it.

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