Chiostro del Bramante: in attesa di “Food. Il gusto nell’arte”

In attesa della conferenza stampa del 16 ottobre p.v. e dell’apertuta ufficiale della mostra che avverrà il 17 ottobre vorrei raccontarvi qualcosa circa le novità che si potranno ammirare al Chiostro del Bramante. Cresce, infatti, l’attesa per “Food. Il gusto nell’arte”, la nuova mostra curata da Suzanne Landau, dedicata al rapporto tra il cibo e l’arte.

Il cibo viene raccontato non solo come qualcosa da mangiare, ma come immagine, memoria, desiderio e simbolo della nostra società. Un tema semplice e quotidiano che, attraverso l’arte, diventa un modo per raccontare la storia, le tradizioni e i cambiamenti delle diverse culture.

Prodotta e organizzata da DART – Chiostro del Bramante, la mostra accompagna il visitatore attraverso secoli e continenti, dalle opere del Cinquecento fino alle ricerche artistiche più contemporanee. Il percorso comprende nature morte, opere dedicate al corpo, alla tavola e alla cucina, ma anche lavori legati alla memoria, al gioco, al design, agli scambi tra culture, all’ecologia e al cinema.

Il cibo diventa così un vero e proprio linguaggio artistico, capace di raccontare il rapporto tra individuo e comunità, tra natura e cultura e tra tradizione e modernità.

Uno degli aspetti più interessanti della mostra è il passaggio dal cibo rappresentato nelle opere al cibo utilizzato come vera e propria materia artistica. In questo modo l’esperienza non si limita alla vista, ma coinvolge anche la percezione e la memoria del visitatore.

Il cibo è da sempre legato alla vita quotidiana e alla socialità. Una tavola apparecchiata, una ricetta tramandata in famiglia o un piatto tipico possono raccontare molto di una persona e della sua cultura.

“Food. Il gusto nell’arte” parte proprio da questa idea per mostrare come il cibo sia diventato, nel corso della storia, un importante strumento per parlare di identità, tradizioni e cambiamenti sociali.

La mostra si arricchisce inoltre di importanti collaborazioni istituzionali. Sono presenti 17 opere restaurate provenienti dalle Ville e Residenze monumentali fiorentine, tra cui la Villa Medicea di Poggio a Caiano, e tre storici servizi da tavola della Fondazione Museo Archivio Richard Ginori della Manifattura di Doccia.

Tra le altre collaborazioni figurano Fondazione Brescia Musei, Gallerie Nazionali Barberini Corsini, Galleria Borghese, Garum – Biblioteca e Museo della Cucina, Università degli Studi di Roma Tor Vergata, Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e Coldiretti.

“Food. Il gusto nell’arte” propone quindi un viaggio originale alla scoperta di un elemento che fa parte della vita di tutti noi.

Perché il cibo non è soltanto nutrimento:

è cultura, memoria, tradizione, convivialità e piacere.

E al Chiostro del Bramante diventa anche arte, offrendo al pubblico una nuova occasione per guardare ciò che appartiene alla nostra quotidianità con occhi diversi.

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