Con l‘esibizione pianistica del bambino prodigio Martin Chudada s’inaugura la mostra „Metamorfosi“ presso l’Ambasciata Slovacca in Italia

Riprendono con il nuovo anno gli incontri culturali presso l’Ambasciata Slovacca a cui ho spesso l’onore di partecipare. L’occasione è rappresentata dall’inaugurazione della Mostra intitolata Metamorfosi  curata da Ivica Ruttkayová negli spazi dell‘Ambasciata della Repubblica Slovacca a Roma giovedì 28 gennaio 2016. Organizzata dall‘Istituto Slovacco a Roma in collaborazione con l’Ambasciata della Repubblica Slovacca in Italia  viene accompagnata da  una esibizione che lascia a bocca aperta.

Al piano  non possiamo che ammirare Martin Chudada classe 2001 (si esattamente 2001!)  di origine slovacca  entra nel mondo delle note all’età di 5 anni dapprima attraverso il  flauto e solo un anno dopo scopre nel pianoforte la sua vera vocazione. Sulla scena è a suo agio e si comporta da concertista nato. Educato, elegante nel portamento scopro che è bravo in matematica ed ha un’ottima promuncia inglese..un vero talento! Sicuramente meritatissimi i lunghi applausi che hanno scandito la sua esibizione.

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Un’intensa attività concertistica  a partire dai 10 anni  con l’Orchestra da camera di Žilina, suonando il Concerto in Fa minore di Bach sotto la direzione di Leoš Svárovský e un anno dopo  il Concerto in Do minore per due pianoforti sempre di Bach. Da solista si esibisce con il Concerto per pianoforte di Mozart insieme all’Orchestra  Filarmonica di Košice  e  all’Orchestra da camera di Žilina.

Numerosi premi  come il Primo Premio al Concorso Internazionale di esecuzione pianistica Agropoli, il Primo Premio al Concorso Internazionale mozartiano per giovani pianisti AMADEUS a Brno, il Primo Premio al Concorso Internazionale di pianoforte a Napoli etc.

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Le sorprese della serata continuano con altri due intensi artisti : Ingrid Zámečníková e Achilleas Sdoukos.

I dipinti  di Ingrid Zámečníková  pervengono fino a noi da un mondo immaginario, fragile e quieto, illuminato da un tremito interiore. Il silenzioso mondo reale si trasforma in un infinito che ci invita a dubitare della percezione di quello che è fuori e di quello che è dentro di noi. Le immagini irridiano oscillazioni atmosferiche e uno spazio meditativo. Queste vibrazioni riempiono le sue opere di una profondita dalla sfumatura indefinita, soprattutto per l’effetto della luce che svolge un ruolo decisivo nella produzione dell’artista. Una luce in grado di creare e di parlare.

Gli oggetti di vetro nascono dalle sapienti mani di Achilleas Sdoukos che trasforma questa materia fragile e allo stesso tempo resistente allo stato liquido e la arricchisce con una luce vivifica. L’artista è affascinato dalla vita interiore del vetro, dalle sue trasparenze e tagli e si ispira alla natura per unirlo alla pietra, al legno e altri materiali. Una fonte infinita d’ispirazione resta per Achilleas Sdoukos la mitologia antica. Oltre alla libera produzione artistica si dedica al design di interni.

Anche con il nuovo anno la qualità degli eventi proposti dall’Istituto Culturale Slovacco è altissima ed il connubio arte musicale e visiva  non delude mai.

( foto: al termine dell’evento con alcuni amici)

La mostra rimane aperta fino al 28 febbraio 2016 e, per vederla nei giorni seguenti all‘inaugurazione, si consiglia di prendere un appuntamento scrivendo un‘email a lubica.salvatova@mzv.sk

 

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