Due giorni a spasso per Bologna

Bologna era uno dei capoluoghi italiani che ancora non avevo mai visitato. Dopo il lungo periodo di quarantena, ho scelto così di recarmi in questa città, spinta anche dalla convinzione che mai come in questi mesi è davvero importante aiutare l’economia italiana. Viaggiare in Italia significa favorire il nostro turismo e tutti i lavoratori di questo ambito e affini: dalla ristorazione ai trasporti, dai musei alle strutture ricettive.

Così sono arrivata a Bologna con il treno e l’ho girata tutta a piedi, tranne una piccola eccezione di cui tra pochissimo vi parlerò. La città infatti, almeno il centro storico, è facilmente visitabile passeggiando, il che permette anche di godersi scorci particolari, palazzi antichi e insegne d’epoca. Inoltre, nel centro storico si possono attraversare i numerosi portici che caratterizzano la città, lunghi in totale ben 40 chilometri. I portici, oltre ad essere uno dei simboli più tipici di Bologna, si sono rivelati anche estremamente utili per proteggermi dal sole e dalla pioggia. Una forte pioggia, infatti, ha colpito la città nel pomeriggio del mio primo giorno di visita.

Lo sapevate che Bologna è soprannominata “la Dotta, la Grassa e la Rossa”? Vi racconto il mio itinerario per la città seguendo questo soprannome.

La Dotta. Bologna è “dotta” perché è la sede dell’università più antica del mondo occidentale, fondata nel 1088. Ho visitato il magnifico Palazzo dell’Archiginnasio, la prima sede dell’università, che mi ha stupito con i suoi bellissimi affreschi e numerosi stemmi delle casate più influenti. Inoltre, nell’Archiginnasio si trova il suggestivo teatro anatomico, dove si tenevano le lezioni di anatomia e medicina. In questa sala infatti c’è un tavolo al centro, circondato dalle sedute in legno, che veniva utilizzato per sezionare i cadaveri. Il Palazzo è sede anche della Biblioteca, che conserva fondi archivistici e documentari risalenti fino al X secolo.

La Grassa. A Bologna si mangia benissimo. Ho mangiato davvero con gusto, senza lasciarmi sfuggire l’opportunità di assaggiare tutti i piatti tipici della città e della regione in generale. In ogni caso non sono stati difficili da trovare, perché in ogni ristorante si offrivano pietanze caratteristiche. Ho provato così il classico ragù alla bolognese, dal sapore ricco e gustoso, in abbinamento sia alle tagliatelle, sia ai tortellini. Tipici sono anche gli affettati, come il prosciutto crudo e la mortadella. Non dimentichiamo poi la cotoletta alla bolognese: alla classica carne impanata si aggiungono prosciutto crudo e parmigiano. Non propriamente dietetico, ma da provare. E sì, ovviamente ho mangiato anche le lasagne alla bolognese.

La Rossa. Il colore rosso si ritrova nei mattoncini che compongono torri, palazzi e tetti della città. Sebbene lo si possa comprendere già solo passeggiando tra le vie e le piazze, il modo migliore per apprezzare Bologna “la rossa” è dall’alto, nello specifico da un’altitudine di 97,2 metri che si può raggiungere salendo i 498 gradini della Torre degli Asinelli, il simbolo più noto di Bologna. Non posso negare che sia faticoso, anche considerando il caldo estivo, nonché l’obbligo di indossare (giustamente) le mascherine in luoghi chiusi. Ma, come si dice, la salita è dura, ma il panorama è fantastico. Inoltre, l’aria fresca che tira a quell’altezza ti aiuta a riprenderti dopo lo sforzo per arrivare in cima.

Infine, due ultimi piccoli consigli che vi lascio nel caso decidiate di visitare la città. Il primo, più che un consiglio, è un’informazione turistica. Lo sapevate che Bologna è attraversata da piccoli canali d’acqua? Non vi aspettate Venezia, ma ha comunque il suo fascino. Scattare una foto ai canali dalla piccola finestrella di via Piella è un must, nonché molto instagrammabile! Il secondo consiglio riprende un accenno che vi ho fatto verso l’inizio dell’articolo. Ho detto di aver visitato Bologna a piedi, ma non solo. Il mio consiglio è di noleggiare delle biciclette, come ho fatto io, e farvi un bel giro. Ci sono tantissime piste ciclabili, tra cui una lunghissima che collega le porte della città (ad esempio da Porta Saragozza a Porta Castiglione). Come in altre città del nord Italia, spostarsi in bicicletta è facile e sicuro. È anche un altro modo divertente di visitare la città!

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