Virginia Woolf ha IMMAGINATO per tutte noi “Una stanza tutta per sé” /recensione

Ammetto che non avevo mai letto un libro di Virginia Woolf e avevo fatto male. Credo che “Una stanza tutta per sé” sarà solo il primo di una serie su questa favolosa autrice di cui conoscevo solo alcune frasi celebri e la biografia.

Un libro attualissimo pensando che è stato scritto ai primi del “900. Una donna illuminata con la capacità di vedere oltre, molto oltre. Per lei il femminismo consisteva principalmente nel raggiungere una indipendenza economica e la possibilità non solo di lavorare, ma di fare carriera cosa difficile ancora oggi figuriamoci oltre cento anni fa. Con l’indipendenza economica la donna può pensare e scegliere quindi anche scrivere o fare tutte quelle cose che per secoli sono state di dominio degli uomini.

Un libro scritto quando ancora le donne passavano dalla casa del padre a quella del marito ed anche avendo una buona dote non ne potevano disporre per l’istruzione o altro che non fosse permesso dall’uomo. Un’analisi sociale attenta, a volte ironica in cui descrive una società patriarcale limitante il pensiero e la libertà della donna.

Scrive al riguardo : “… per tutti questi secoli le donne hanno avuto funzione di specchi dal potere magico e delizioso di riflettere raddoppiata la figura dell’uomo… senza questo potere le glorie di tutte le guerre non sarebbero state riconosciute… questo spiega come la necessità che gli uomini hanno delle donne e a spiegare  come li fa sentire inquieti la critica femminile…quando la donna inizia a dire la verità la loro figura si rimpicciolisce…” (non è una grande?)

Sicuramente una delle massime esponenti della letteratura del XX secolo peccato per la sua morte prematura per suicidio causato da un dolore che si portava dietro dalla morte della madre, una depressione dalla quale non è uscita malgrado la notorietà, libertà di pensiero (frequentava un gruppo di intellettuali!) e le possibilità economiche (con il marito aveva fondato una casa editrice!). Un vero peccato anche ricordarla con così poche tristi parole, ma che voglio piene di ringraziamento per il contributo alla libertà di tutte le donne che continuerà negli anni a venire.

E allora vi regalo, a costo di fare un spoiler, le ultime righe del romanzo:


nel mio discorso vi ho detto di Shakespeare, che aveva una sorella, ma non cercatela nella biografia poiché morì giovane e non scrisse una parola (possibilità riservata agli uomini-aggiungo io per precisione!). Io credo fosse una poetessa lei vive in noi e vive i me ed in molte altre donne le dobbiamo dare l’opportunità di tornare e questa opportunità gliela può offrire ognuna di voi. Perché se scriviamo della vita vera per un altro secolo ognuna avrà più di 500 sterline ed una stanza tutta per sé in cui scrivere…” 

Tra i suoi libri vorrei ricordare: La Signora Dalloway e Gita al faro.

Il libro in copertina è della Newton Compton Editori in versione economica a 0,99 centesimi a riprova che se si vuole la cultura si trova ad un brezzo basso e che sebbene ami i bei libri in questo caso avere la sostanza è decisamente meglio!

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