SOLD OUT per Klimt a Palazzo Braschi

Credo siano stati davvero pochi i romani che non si sono recati a Palazzo Braschi per ammirare le opere di Klimt. Io ci sono stata un sabato mattina in una giornata di splendido sole con mio marito. Arrivati in anticipo abbiamo atteso il nostro turno di entrata facendo colazione con i prodotti del vecchio forno proprio  dall’altra parte della strada e facendo un giretto a Campo dei Fiori. Una vera full immersion nella splendida atmosfera romana.

“110 anni fa Klimt proprio a Roma, dopo aver partecipato con una sala personale alla Biennale di Venezia del 1910, fu premiato all’Esposizione Internazionale dʼArte del 1911.

La mostra è stata promossa da Roma Culture sovraintendenza capitolina ai beni culturali e co-prodotta con Arthemisia e ripercorre le tappe della carriera artistica dell’autore indagando il suo rapporto con l’Italia.

Oltre 200 opere in un Palazzo che vale già da solo una visita! Opere importanti come Giuditta ISignora in biancoAmiche I (Le Sorelle) (1907) e Amalie Zuckerkandl (1917-18).  Inoltre sono  stati concessi prestiti del tutto eccezionali, come La sposa (1917-18)  a cui è dedicata un’intera stanza, che per la prima volta lascia la Klimt Foundation, e Ritratto di Signora (1916-17), trafugato dalla  Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi di Piacenza nel 1997 e recuperato nel 2019.

Fanno da cornice a questi grandi lavori del maestro austriaco e contribuiscono al racconto del periodo della Secessione viennese, anche dipinti e sculture del Museo Belvedere, firmati da altri artisti, quali Josef Hoffmann, Koloman Moser, Carl Moll, Johann Victor Krämer, Josef Maria Auchentaller, Wilhelm List, Franz von Matsch e molti altri. Cartoline autografe documentano in mostra i viaggi in Italia di Klimt, che visitò Trieste, Venezia, Firenze, Pisa, Ravenna – dove si appassionò ai mosaici bizantini – Roma e il lago di Garda, cui si ispirarono alcuni suoi paesaggi. Questi viaggi furono importanti per l’evolversi della sua ricerca creativa e ne accrebbero l’influsso sugli artisti italiani. Per questo al Museo di Roma a Palazzo Braschi le opere di Klimt saranno messe a confronto con quelle di artisti italiani come Galileo Chini, Giovanni Prini, Enrico Lionne, Camillo Innocenti, Arturo Noci, Ercole Drei, Vittorio Zecchin e Felice Casorati che – recependo la portata
innovativa del linguaggio klimtiano molto più dei pittori viennesi del loro tempo – daranno vita con diverse sensibilità e declinazioni alle esposizioni di Ca’ Pesaro e della Secessione romana”.*


*fonte http://www.museodiroma.it/it/mostra-evento/klimt-la-secessione-e-l-italia

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