Roma si lascia attraversare da nuove energie. È stata inaugurata presso il Circolo degli Affari Esteri la mostra collettiva “Vibration”, un’esperienza visiva e sensoriale che invita lo spettatore ad ascoltare ciò che vibra sotto la superficie delle immagini. Una serata piacevole e ricca di energia positiva. La locationa mi ha riportato indietro nel tempo facendomi sentire a casa e questo mi ha messo nelle condizioni di percepire in modo ottimale le vibrazioni che provenivano dalle oper e dagli artisti. La curatrice Sara Sapuppo, preparata e sensibile, mi ha fornito molte riflessioni. I testi critici sono a cura di Massimo Scaringella, ed accompagnano il visitatore sul significato stesso della vibrazione nell’arte contemporanea.
“Parlare di vibrazioni come stile significa evocare movimento, energia, pulsazione visiva. È un linguaggio che si manifesta attraverso il colore, la luce, le linee ripetute, trasformando la superficie pittorica in un campo emotivo vivo e dinamico.”
Da questa visione nascono le opere di quattro artisti, provenienti da percorsi culturali differenti ma uniti da una comune tensione poetica: Choi Yun Jung, Nikolay Deliyanev, Francesco Patanè e Tarim Tatusik (nome d’arte di Filippo De Luca). Ognuno di loro interpreta la “vibrazione” come esperienza personale, trasformandola in materia visiva capace di parlare direttamente alle emozioni.
La mostra, visitabile fino al 16 febbraio 2026, esplora la vibrazione come linguaggio universale: una forza invisibile che attraversa la tela, il corpo, lo spazio. È un’energia che nasce dal gesto pittorico, dal movimento, dalla tensione creativa e che si riversa sullo spettatore, coinvolgendolo in modo intimo e sensoriale.
Come racconta la curatrice Sara Sapuppo, “Vibration è un paradigma che indaga la vibrazione nelle sue dimensioni fenomenologiche e concettuali, trovando una manifestazione fisiologica nel movimento dei corpi e nel loro dialogo con l’esterno.”
Un confine sottile, quello tra interno ed esterno, che assume forme diverse: carnali nelle opere di Francesco Patanè, tese e modellate nei lavori di Tarim Tatusik, cosmiche e universali nella ricerca di Nikolay Deliyanev, intime e luminose nella poetica cromatica di Choi Yun Jung.
Circa venti opere accompagnano il visitatore in un percorso che dialoga profondamente con lo spazio del Circolo del Ministero degli Affari Esteri, contaminandolo di visioni e suggestioni. Il risultato è un’esperienza di rara intensità, capace di attraversare lo spettatore sul piano sensoriale ed emotivo.
Choi Yun Jung, per la prima volta in Italia, porta con sé la delicatezza della sua ricerca: opere eteree realizzate su una carta speciale, simile alla seta al tatto, che custodiscono memoria, emozioni e frammenti di ricordi. Piccole, leggere, vibrano di una bellezza silenziosa.
Nikolay Deliyanev, artista bulgaro, costruisce composizioni visive dense e avvolgenti. I suoi lavori ricordano tessuti tridimensionali, dove il colore diventa trama e ordito. Dipinge in uno stato quasi meditativo, trasformando ogni linea in un’esperienza sensoriale profonda.
Impossibile non rimanere colpiti dalla monumentale opera di Francesco Patanè, “Body and Mind in motion” (600×200 cm): dodici metri quadrati di energia pura, realizzati con una tecnica unica che fonde asfalto e acrilico su juta. I colori richiamano la ceramica siciliana, un omaggio viscerale alle sue radici.
Chiude il percorso Tarim Tatusik, artista che unisce arte e tecnologia, utilizzando software 3D, scanner e stampanti tridimensionali. Le sue opere nascono da un processo di modellazione e tensione formale che riflette il dialogo tra corpo, materia e innovazione. Vive e lavora tra Roma e Berlino, portando nella mostra una visione contemporanea e sperimentale.
“Vibration” non è solo una mostra: è un invito ad ascoltare ciò che si muove dentro e fuori di noi, a lasciarsi attraversare dall’arte come da un’onda emotiva che continua a risuonare anche dopo lo sguardo.
L’evento è stata l’occasione di incontrare tanti amici e fare nuove conoscenze ed è terminato con il tradizionale vin d’honneur nelle prestigiose sale del Circolo. Presene l’ambasciatore della Corea e quello della Bulgaria insieme a numerosi nomi noti dell’editoria e dell’arte.
Ringrazio Stefania Vaghi per il cortese invito.


