Francesca Petroni, in arte Exati, interpreta l’Arco di Porta di Giove (Arco d’Oro). Quarto appuntamento per Architettura&Moda by ES Immagine Blog

Il Premio Arco D’Oro del teatro amatoriale di Fabrica di Roma ha ispirato il progetto di questo appuntamento di Architettura&Moda. Recandomi regolarmente a Teatro in questa deliziosa ed intraprendente cittadina mi sono incuriosita e ho chiesto informazioni proprio relative al titolo del premio venendo a conoscenza non solo dell’Arco, ma anche della città che introduce. Sono andata a fare un sopralluogo e ho scoperto un luogo davvero suggestivo che naturalmente condivido con voi!

L’Arco d’Oro è il nome con cui viene chiamato popolarmente un antico arco monumentale vicino a Falerii Novi. In realtà è legato alla Porta di Giove, una delle porte della città. Risale all’epoca romana (circa III–II secolo a.C.). faceva parte del sistema difensivo della città.

Costruito in tufo locale con tecnica romana. Sono diverse le ipotesi relative alla denominazione “Arco d’Oro”

  1. Leggenda popolare
    Si dice che l’arco fosse rivestito o decorato con elementi dorati o che custodisse un tesoro nascosto.
  2. Effetto della luce
    Alcuni storici pensano che il nome derivi dal colore dorato del tufo al tramonto.
  3. Tradizione medievale
    Il nome potrebbe essere nato nel Medioevo, quando molte strutture romane ricevettero nomi leggendari.

È uno dei resti più suggestivi delle mura di Falerii Novi. Falerii Novi è un’antica città romana situata vicino all’odierna Civita Castellana, nella regione del Lazio.

La città fu fondata dai Romani nel 241 a.C. dopo la sconfitta dei Falisci durante le guerre contro Roma. I Romani costrinsero gli abitanti della vecchia città falisca, Falerii Veteres, a trasferirsi nella nuova città pianificata: Falerii Novi (“Nuova Falerii”). La città fu progettata secondo uno schema urbanistico romano regolare con strade ortogonali con Mura lunghe circa 2,4 km con circa 50 torri e diverse porte monumentali.

Tutt’ora presenti Resti di terme, foro, teatro e anfiteatro. La città iniziò a decadere nel tardo impero romano. Dopo invasioni e crisi tra VI e VII secolo, fu progressivamente abbandonata. Il suo fascino è comunque stupendo e vi invito a passarci un pomeriggio. In primavera il verde è rigoglioso ed è un ottimo sfondo a questi storici resti.

Dall’amore per l’arte e l’archeologia nasce la collaborazione con il marchio di Francesca Petroni, storica dell’arte e designer romana: Exati – L’anima della materia che ha visto il questa location la migliore rappresentazione per questo collier importante. La forma ed il colore del tufo si fondono in questa creazione affascinante ed è stato davvero divertente interpretare questo gioiello complice anche una bella giornata di sole.

EXATI/ Francesca Petroni

Per Francesca ogni gioiello è un frammento di storia, un dettaglio di un viaggio, trasformato in metallo. La natura selvaggia della Bretagna, l’eco della mitologia, l’emozione dell’arte: tutto si intreccia. Bronzo e argento diventano micro-sculture da indossare, opere uniche forgiate con l’antica tecnica della fusione a cera persa.

Puoi trovare le sue creazioni da AreArte di Alessandra Carducci che anche per questo appuntamento di Architettura&Moda ha avuto la responsabilità di stylist

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