Ho avuto modo negli anni di conoscere ed apprezzare l’impegno, la creatività e le opere dell’artista Marina Santaniello messe spesso a disposizione di cause benefiche in particolare se si tratta di aiutare le donne.
Qualche mese fa nel quartiere del Pigneto a Roma aveva portato a sfilare donne di varie nazionalità, età e taglia “legate da un filo rosso” facendo loro indossare camicie usate, rivisitate a livello sartoriale e decorativo. Iniziativa particolarmente apprezzata replicata domenica 31 maggio a Rocca Ripesena un Borgo che ospita un roseto da sogno; da qui il nome “paese delle rose”.

Con la sfilata 100 camicie si celebra la creatività, la sostenibilità e la bellezza delle persone, per poi trasformarsi in una grande festa nel borgo.
“100 CAMICIE: quando la moda rigenera la moda” non è stata solo una semplice sfilata, ma un progetto di rigenerazione creativa e sostenibile. Infatti ben oltre cento camicie destinate al macero sono state donate dagli orvietani e raccolte dall’Associazione Rocca Ripesena – Il Paese delle Rose ETS e trasformate grazie al lavoro della Cooperativa MIR, delle eco designer Alessia Stendardo e Giovanna Gentili (Too Italy), di Giada Ziruffo e naturalmente della stilista/artista Marina Santaniello.

Capi unici che sono tornati a vivere per celebrare la bellezza autentica, libera e inclusiva. Io stessa ho partecipato al fitting ed alle prove con Marina Santaniello nel suo studio di Roma. Con me tante professioniste, mamme e anche nonne con le quali ho raggiunto Rocca Ripesena e sfilato.

Ogni pezzo è unico. Tra tagli, pitture, applicazioni sono spesso nascosti messaggi. Meravigliosa la tasca della camicia che indossavo con il messaggio “la bellezza salverà il mondo” o quella di Nadia che diceva “oggi mi rode”, perché anche le donne hanno diritto ad arrabbiarsi e non stare sempre e solo ad accettare passivamente. Incredibile è la capacità di Marina di assemblare colori e stoffe molte diversi tra loro in modo assolutamente armonico.
Il ricavato della vendita delle camicie cominciata subito dopo la sfilata permetterà la cura e l’ampiamento del meraviglioso roseto come mi ha spiegato Daniela Colucci con tutto l’entusiasmo di chi crede in quello che fa quando mi ha proposto la partecipazione all’evento.

La sfilata cominciata poco dopo le 18,00 è stata magistralmente condotta proprio dalla gionalista Daniela Colucci che ha presentato tutti i protagonisti di questa lodevole iniziativa ed ha introdotto la special guest e testimonial della sfilata: Tiziano Guardini, vincitore dei Green Carpet Awards 2017 che posso vantare tra i miei amici e la sindaca di Orvieto Roberta Tardani : insieme hanno chiuso la sfilata tra gli applausi del pubblico indossando le camicie di Marina Santaniello.

Tra le presenze da segnalare quella della modella internazionale Andreea Duma che con la sua professionalità ha dato consigli a tutte noi neofite della passerella che nell’uscita finale a suon di calze e scarpe rosse ha sfilato con i suoi due figli seguita poi da tutte le altre “modelle” per un giorno. Io ho chiuso la sfilata insieme a Bettina Giordani ed altre donne Fidapa presenti a sostenere l’iniziativa.

Tra musica e buon cibo si è conclusa poi la serata. Il paese delle rose, come viene chiamato, ha un fascino speciale. Una rocca dalla quale si ammira tutta la vallata e di notte si vede addirittura il Duomo di Orvieto e dove l’aria è pulita (ho visto anche una lucciola!) ed il tempo si è fermato. Esperienza sicuramente da ripetere.
