Una sfilata racconta molto più che la moda. Racconta una città, la sua storia, il talento delle persone che la abitano e la capacità di trasformare un mestiere antico in un linguaggio contemporaneo e se la passerella è la Terrazza del Pincio è pura magia. Ieri sera si è conclusa la quarta edizione di ENSEMBLE, il progetto promosso da Roma Capitale e Regione Lazio che, in due appuntamenti, ha celebrato l’intera filiera della moda: dalla formazione dei giovani talenti fino all’eccellenza degli atelier di Alta Moda che rendono Roma una delle capitali mondiali della couture. Dopo anni abbiamo nuovamente provato l’entusiasmo dello stare insieme, raccontarci, confrontarci, scherzare, fare foto con le amiche e complimentarci con gli stilisti nel post sfilata. Emozioni senza tempo, desiderate e mai dimenticate che ieri sera sono entrate con gioia in ognuno di noi.

Dopo una prima serata dedicata agli studenti delle accademie di moda, che vi ho raccontato ieri, il gran finale ha acceso i riflettori sugli stilisti che ogni giorno custodiscono e reinventano il patrimonio sartoriale italiano. Non semplici sfilate, ma otto racconti cuciti con ago, filo e immaginazione. Otto visioni diverse, unite dalla stessa ricerca della bellezza e dall’eccellenza del fatto a mano.

In passerella hanno sfilato Franco Ciambella, Giada Curti, Nino Lettieri, Antonio Martino Couture, Michele Miglionico, Sabrina Persechino, Jamal Taslaq e Gian Paolo Zuccarello, interpreti di una couture che continua a evolversi senza perdere il legame con le proprie radici.
Otto collezioni, otto emozioni. Ogni maison ha trasformato la passerella in un universo personale.
Franco Ciambella ha aperto la serata con la poesia eterea di Angeli in controluce, mentre Giada Curti ha presentato un’anteprima della sua collezione 2027, fatta di silhouette leggere, ricami preziosi e una femminilità sofisticata.


Nino Lettieri ha scelto il rigore elegante del bianco e nero, Antonio Martino ha stupito con la sperimentazione di Riflessi Notturni – PVC Couture, dimostrando come anche materiali inaspettati possano diventare alta sartoria.


Michele Miglionico ha riportato in vita il glamour degli anni Ottanta con una sensibilità contemporanea, mentre Sabrina Persechino ha trasformato l’architettura in abito con Metron, dove proporzioni e geometrie diventano pura eleganza.


Jamal Taslaq ha raccontato il dialogo tra culture attraverso Ali di Luce, una collezione che parla di memoria, identità e speranza. A chiudere la serata è stato Gian Paolo Zuccarello con Poesia Siciliana, un omaggio intenso alle proprie origini e alla straordinaria ricchezza dell’artigianato italiano.


Per ognuno di loro vi prometto un post dedicato, con curiosità ed interviste, perché lo meritano proprio! Dobbiamo ricordare anche tutti quelli che lavorano dietro le quinte che danno un supporto irrinunciabile ognuno con la propria professionalità: dagli stylist, ai fotografi, agli uffici stampa e naturalmente quelli che interpretano gli abiti con trucco e parrucco sapiente. In questo caso un abbraccio speciale ai team di: Sergio Valente e Gerry Santoro, realizzato con i team Premio Sergio Valente e ICD Intercoiffure Mondial Italia per l’Hair Styling e alla Face Place Makeup academy by Pablo Gil Cagné per Make-up.
ENSEMBLE non celebra soltanto l’estetica.
Celebra il lavoro di centinaia di professionisti, delle sartorie, delle botteghe artigiane, delle imprese creative e delle scuole che ogni anno formano nuove generazioni di designer. L’evento racconta una moda che produce cultura, occupazione e innovazione, capace di alimentare una filiera che rappresenta una delle eccellenze del Made in Italy.
Durante la serata, l’Assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale, Alessandro Onorato, ha sottolineato come Roma stia vivendo una nuova stagione per la moda, grazie agli investimenti nella formazione, al sostegno agli atelier e al ritorno delle grandi maison internazionali nella Capitale. Ogni sfilata delle maison storiche rappresenta un enorme risorsa per Roma che genera un indotto davvero ingente che, speriamo, possa essere utilizzato per migliorare le criticità di una città davvero immensa che va tutelata per il suo immenso patrimonio storico.
Anche Roberta Angelilli, Vicepresidente della Regione Lazio e Assessore allo Sviluppo Economico, ha ribadito il valore strategico dell’Alta Moda sartoriale, ricordando il forte impegno della Regione nel sostenere le imprese del settore attraverso investimenti dedicati alla crescita, all’innovazione e all’internazionalizzazione.

Il momento più emozionante è arrivato con il finale collettivo. Stilisti, modelle e modelli hanno condiviso la passerella in un unico grande abbraccio simbolico, rappresentando l’intera filiera della moda: chi immagina, chi disegna, chi cuce, chi sfila e chi rende possibile ogni creazione.
È questa l’essenza di ENSEMBLE: fare squadra, valorizzare il talento e dimostrare che la moda non è soltanto una questione di stile, ma un patrimonio culturale da custodire e tramandare.
Con la chiusura della quarta edizione, ENSEMBLE conferma una visione chiara: investire sui giovani, sostenere gli atelier, valorizzare l’artigianato e rafforzare il ruolo di Roma come capitale internazionale della creatività. Perché la couture romana non appartiene solo al passato. Continua a vivere, a sperimentare, a sorprendere. E, soprattutto, continua a raccontare al mondo una storia fatta di mani sapienti, talento e passione.
