Reportage di viaggio: Lisbona (prima parte)

Ideale se non si hanno molti giorni di vacanza, ci si arriva in poco più di due ore, la temperatura è mite in quasi tutte le stagioni… insomma è una meta perfetta!

Giorno 1 – giovedì

Arriviamo a Lisbona nel pomeriggio e già in aeroporto si vivono i colori e lo spirito del Portogallo. Ci troviamo in pieni festeggiamenti in onore di S.Antonio che troneggia tra fiori e ghirlande proprio all’ingresso. Interessanti anche le caricature di alcuni personaggi della storia locale e colorati murales.

L’albergo è confortevole ed è in pieno centro per cui appena sistemati i bagagli ci incamminiamo verso plaza de Comercio considerata la piazza più grande d’Europa con i suoi grandi archi e la pavimentazione di ciottoli a mosaico. Da qui uno sguardo al porto è d’obbligo! Durante la passeggiata incontriamo artisti di strada e negozietti di artigianato locale e arriviamo a sera a Rua Portas de Santo Antao dove la scelta per la cena ricade su Lisboa La Mesa : risotto di pesce, salmone alle verdure e all’arrivo del carrello dei dolci…crollo miseramente!

All’uscita del locale incontriamo “Eduardino” a metà tra vineria e non so cos’altro , con 1,40 euro gusti un bicchierino di liquore alla ciliegia:  la Ginja. Il servizio non è raffinato e neanche i frequentatori abituali (a parte i turisti) ma è divertente ed il liquore è davvero buono!

Giorno 2 – venerdì

Per questa giornata si prevede un itinerario davvero impegnativo in varie tappe : la prima è prendere il mitico tram 28 da Largo Martim Moniz  tutto in legno originale che fa un percorso arzigogolato tra viuzze, salite e curve. Non è particolarmente agevole, ma è decisamente molto “tipico”. La vista della città da alcuni punti panoramici è incredibile : Miradouro de Sao Pedro de Alcantara, Miaradouro de Santa Caterina e Miradouro de Santa Luzia. Nella Igreja Sao Roque si cela un interno stupefacente con ori, marmi e azulejos di fabbricazione fiorentina. Nel tratto finale il tram s’inerpica affrontando vicoli e tornanti verso Graca dove si scende per visitare l’Igreja de Sao Vicente de Fora che dispone anche di un rifrescante chiostro.

Tra vicoli e vicoletti dell’ Alfama addobbati per la festa di Sant’ Antonio  che qui è particolarmente sentita, (Questo santo sembra piuttosto abile a risolvere i problemi di cuore!)  si arriva ad ora di pranzo e la scelta non è semplice : coniugare l’esigenza del WI-FI (mia figlia) con quello della partita (mio marito), d’altronde è una partita degli Europei di calcio ed già stremato per mio shopping (qualcosa gli devo pur concedere!). Alfama Cafè è l’ideale e convince tutti , il cibo è buono, la birra fresca e l’Italia ha anche vinto!

Dopo il caffè si riprende il percorso verso il vicino Museo del Fado, la musica nazionale portoghese, dove oltre all’esposizione di cimeli, foto, video che ripercorrono la storia di questa musica malinconica si può osservare una mostra temporanea di Pedro Guimaraes che utilizza supporti vari e materiali di recupero per le sue incredibili opere che offrono immagini, ritratti dei protagonisti del Fado, diverse a seconda della posizione che si assume.

Dopo la visita continuiamo ad inerpicarci facendo foto e piccoli acquisti.  Giungere al Castello è una vera impresa : indicazioni scorrette o male interpretazione della cartina? Il risultato non cambia: arriviamo davanti al ponte levatoio che è quasi buio!

Fine prima parte!

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