Eleganza, stile e moda a Firenze oggi

Lo stile e lo charme che contraddistinguono Firenze sono documentate storicamente. In epoche più recenti non ha smesso di rappresentare il cuore pulsante di moda ed eleganza che si può respirare nelle strade, negli antichi palazzi e nei musei. Visitarla di tanto in tanto fa davvero bene allo spirito come ho fatto recentemente, ma i ricordi “fashion” legati a questa città sono davvero molti!

 

Non ha caso una griffe del calibro di Gucci ha voluto proprio in Piazza della Signoria il proprio Museo. Situato nel trecentesco Palazzo di Mercanzia il Museo Gucci, è stato aperto nel settembre 2011, in occasione dei 90 anni dalla nascita del marchio. Progettato dal Direttore Creativo di Gucci Frida Giannini, si sviluppa su una superficie di 1.715 metri quadrati disposti su tre piani in cui si riassume tutta la storia della maison fiorentina; il Museo Gucci è suddiviso in sale a tema ispirate ai motivi iconici e ai simboli della maison fiorentina. Tra quelle più particolari la “Sala Viaggio”, con l’esposizione di bauli, valigie, accessori e articoli creati per il jet-set internazionale, la “Sala Borse” con l’evoluzione dei modelli storici del marchio Gucci, divenuti dei veri e propri oggetti di culto ancora oggi ricercatissimi, “Logomania”, spazio che ripercorre l’evoluzione del monogramma della doppia G. Fantastica la Sala Evening, con i preziosi vestiti indossati da attrici famose, come quello di Hilary Swank con cui ha ritirato il Premio Oscar 2011.

 

Indimenticabile la gradita accoglienza a me riservata, ormai qualche estate fa, dal principe/ stilista Nereides Antonio A.G.G.Giamundo Beltrani Enriquez d’Aragona a Firenze presso il suo esclusivo Atelier. L’Occasione era promuovere il “Rinascimento dell’Alta Moda a Firenze” in collaborazione con maestri artigiani fiorentini e valenti antiquari uniti dall’amore per la città e l’arte. Abiti incredibili con lavorazioni ricercatissime erano indossati da manichini, ma ho avuto accesso anche agli abiti indossati da personaggi del calibro di Nicole Kidman o Catia Ricciarelli. Leggerissime pochette in pitone dai colori particolarissimi, dovuti alla presenza dell’oro tra le scaglie che creano riflessi incredibili, e una stola di ermellino bianco mi hanno davvero incantato.

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Inaugurata il 13 giugno e visitabile fino al 22 ottobre a Palazzo Pitti la mostra Il Museo Effimero della Moda curata da Oivier Daillard è prodotta da Fondazione Pitti Immagine Discovery in collaborazione con Gallerie degli Uffizi e Palais Galliera.  La peculiarità de Il Museo Effimero risiede in un’inedita concezione sia dell’allestimento sia dei contenuti tematici. In mostra quasi 200 tra abiti e accessori, distribuiti in 18 sale: i pezzi selezionati vanno da metà Ottocento fino ai giorni nostri, abiti che vengono mostrati per la prima volta – mai usciti dalle scatole per la conservazione – e altri esposti per l’ultima volta, prima di tornare negli archivi perché troppo fragili e delicati. Gli abiti che punteggiano il tema di ogni sala – tornati alla luce grazie allo straordinario lavoro di recupero delle restauratrici della Galleria del Costume e del Palais Galliera – sono stati creati da tutte le sartorie più importanti e dagli atelier di moda più prestigiosi, tra Firenze, Roma, Milano, Parigi, New York come: Sartoria Worth, Mariano Fortuny Venezia, Sartoria Rosa Genoni, Sartoria Emilio Federico Schubert, Roberto Capucci, Sartoria Madeleine Vionnet, Irene Galitzine Roma, Elsa Schiaparelli, Jole Veneziani, Biki, Maison romana d’alta moda Carosa, Nina Ricci, Gianfranco Ferré, Christian Lacroix.

 

Anche il contemporaneo è abbondantemente citato, dalle recenti acquisizioni del Palais Galliera presentate per la prima volta a Firenze, e da alcuni capi della collezione di Palazzo Pitti. Con un‘incursione nell’oggi, presentata da una selezione di capi delle ultime collezioni di Gucci, Margiela, Bless, Fendi, Armani, Valentino, Prada, Dolce & Gabbana, John Galliano e Lanvin.  Su manichini di legno e cera, ma anche abbandonati su poltrone e sedie, sospesi in morbide sculture, distesi come belle addormentate, gli abiti sono i naufraghi di un museo misterioso, fragile e caduco. Un museo così  effimero che fra meno di due mesi scomparirà segno che il tempo passa e che tutto cambia ed evolve e che la moda è un importante indicatore di questi effetti.

 

 

 

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