Un Manga nella mia cucina: “Kitchen” Banana Yoshimoto

Una piramide di libri : due a 9,90 euro alla Feltrinelli a Largo Argentina. Vengo colpita dalla copertina con minuscoli disegni e vengo folgorata da titolo: Kitchen. Era il primo pomeriggio di “libera uscita” dopo la ristrutturazione della mia casa durata due lunghi mesi effettuata con l’obiettivo di costruire una grande cucina. Ora che possedevo la cucina dei miei sogni quel piccolo libro sembrava dirmi: portami a casa con te e così ho fatto. Le prime pagine le ho lette avidamente a colazione sorseggiando la prima tazza di caffè della giornata. Arrivato il momento di andare al lavoro l’ho richiuso come fosse un oggetto prezioso e delicato. L’ho poggiato sul bancone della cucina come fosse il posto più adatto in attesa del momento di riaprirlo.

Il libro si apre con una frase meravigliosa che racchiude significati profondi:

“Non c’è posto al mondo che io ami più della cucina. Non importa dove si trova, com’è fatta: purché sia una cucina, un posto dove si fa da mangiare, io sto bene. Se possibile le preferisco funzionali e vissute. Magari con tantissimi strofinacci asciutti e puliti e le piastrelle bianche che scintillano.”

La protagonista è una ragazza che dalle primissime righe ho immaginato come un manga giapponese. Rimasta orfana dei genitori prima e dei nonni dopo non vede più nella cucina il cuore della casa il luogo dove si cucina e si divide il pasto, dove si condivide il quotidiano, fino a quando viene ospitata a casa di un suo compagno di scuola e la sua particolare “madre” (non vi dico altro per non rovinarvi la sorpresa!) proprio nella loro cucina Mikage  riprende a mangiare e a vivere.

34323466_1858602967780858_4816519932260909056_n

Questa scrittrice giapponese mi ha incantato : i temi della solitudine giovanile, del cibo come risorsa e arte, ma anche gli affetti, l’amicizia e la morte sono trattati in modo delicato  fresco ed originale. Per noi occidentali forse è un modo per vedere il Giappone con occhi nuovi. Stilisticamente riprende in una rielaborazione letteraria l’ arte dei fumetti manga e ci fa sognare ad occhi aperti anche nella descrizione della realtà che spesso per la protagonista è dolorosa. Sono contenta di aver conosciuto questa particolare autrice e senza farlo apposta ho letto proprio il suo primo romanzo che in Italia è stato tradotto per la prima volta nel 1991. L’edizione che ho io è ben la quarantaquattresima! Del libro esiste anche una trasposizione cinematografica di cui andrò sicuramente in cerca.

Dimenticavo di dirvi che le ultime pagine le ho lette  tutte d’un fiato sul bancone della cucina accompagnata da un bicchiere di vino bianco e patatine per accomiatarmi “in tema” dalla protagonista.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...