Premio Margherita Hack a “Spoleto Arte”. Una mattina di cultura e passioni.

Onorata anche quest’anno di partecipare a Spoleto Arte. Raccogliendo l’invito di Salvo Nugnes, ho avuto occasione nella mattinata di domenica 30 giugno di assistere ad una sentita cerimonia di premiazione in memoria della “signora delle stelle” Margherita Hack. Il riconoscimento è stato da lui ideato e organizzato con l’intenzione di mantenere viva la memoria della grande donna che attraverso i suoi studi e le sue ricerche ha lasciato un patrimonio prezioso in simbolica eredità al mondo intero.

Palazzo Leti Sansi in via Arco di Druso 37 ha accolto un parterre eccezionale: rappresentanti del mondo dell’arte, della musica, del giornalismo in concomitanza con la grande mostra di “Spoleto Arte” curata da Vittorio Sgarbi.

Una premiazione di altissimo calibro con un comitato presieduto da Francesco Alberoni di cui hanno fatto parte Vittorio Sgarbi, il fisico Antonino Zichichi, la psicoterapeuta Maria Rita Parsi e José Dalì, figlio di Salvador, che hanno consegnato i premi a personalità che nel 2019 si sono distinte per particolari meriti in diversi settori.

invito

Solitamente le premiazioni sono lunghe e noiose, ma se vi anticipo il finale raccontandovi che abbiamo finito per cantare Azzurro ed altre famose canzoni italiane con Morgan e Vittorio Sgarbi accompagnati alla chitarra da Salvo Nugnes? Decisamente una cerimonia fuori dagli schemi dove sicuramente tutti hanno potuto imparare qualcosa.

Francesco Alberoni quando parla incanta ed ogni suo intervento si trasforma in una “lectio magistralis” con la leggerezza di una chiacchierata tra amici. Della signora delle stelle dice:

“Ha sempre agito in maniera limpida, semplice, sincera e spontanea. Si è sempre prodigata per il bene comune, per il bene dell’umanità, con un animo schietto ed autentico”.

Parlando di Margherita Hack, Silvana Giacomini pacata e sorridente racconta la sua esperienza e l’emozione ancora viva di quando fece la sua conoscenza, mentre la psicoterapeuta Maria Rita Parsi la considera un po’ il tramite da cielo e terra.

Vittorio Sgarbi racconta divertito e divertendo alcuni episodi del suo rapporto conflittuale con Margherita Hack risoltosi negli ultimi anni della vita di quest’ultima senza però riuscire a divenire amici:

“La ricordo come una mente libera. Riusciva a muovere e spostare il pensiero in una visione più ampia e allargata, in cui far convergere certezze e dubbi”.

Salvo Nugnes, che ha avuto anche il privilegio di spegnere con lei le sue 90 candeline, ha condiviso bellissimi ricordi personali e professionali di questa grande donna testimoniati anche da alcune foto presenti nella sala della premiazione.

“Questo riconoscimento, – dichiara Nugnes – vuole essere un simbolico ringraziamento a Margherita per tutto ciò che la sua sincera amicizia mi ha regalato. Una grande donna che ci ha lasciato un tesoro in eredità. Nei tanti anni di studi e ricerche ha interamente dedicato la sua vita alla profonda passione per la scienza e la fisica pur conservando una modestia, un’umiltà profonda e una semplicità radicata, che le hanno permesso di rimanere una persona schietta e vera, di non scendere mai a compromessi guadagnandosi la stima e il rispetto di tutti.”

In questo clima sincero ed affettuoso non sono mancati momenti esilaranti come quando l’attrice Simona Autieri si è vista coinvolta, suo malgrado, in simpatiche provocazioni ed allusioni da parte di Vittorio Sgarbi. Quest’ultimo ha fatto anche importanti considerazioni riguardo i rapporti tra politica e arte trasformando la vicenda personale di Morgan, balzata ultimamente agli onori della cronaca, in proposte per una opportunità di crescita che gli amministratori di piccole realtà locali, quella di Sutri nella fattispecie, ma il discorso è inteso in senso più generale, dovrebbero saper cogliere se solo si liberassero da miopi interessi di consenso.

Ogni volta che sento parlare Sgarbi mi rendo conto di quanto sia ampia la sua visione delle cose e che il suo punto di vista originale vada oltre le convenzioni e ne resto affascinata, al punto di perdonargli alcune cadute di stile.

Il premio, suddiviso in categorie, è stato assegnato: per la cultura al Presidente del Vittoriale degli Italiani di Gabriele D’Annunzio Giordano Bruno Guerri, che salutato al termine della premiazione ha rinnovato l’invito a visitare i 10 ettari che ospitano la struttura e spero di cogliere l’opportunità al più presto perché mi ha davvero incuriosito; per l’architettura  all’architetto Stefano Boeri; per l’arte al curatore del Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2019 Milovan Farronato, un uomo speciale e coraggioso; per la musica al cantautore Morgan; per la moda alla stilista e imprenditrice italiana Anna Fendi: “Senza di lei oggi io non sarei qui” dice commossa dedicando il premio alla sorella Carla.

Colgo l’occasione per ringraziare il manager ed organizzatore della manifestazione Salvo Nugnes per avermi incluso tra gli illustri ospiti e per complimentarmi per la perfetta riuscita dell’iniziativa.

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