Dico io/dicono di me: P.P.P.

Nel centenario dalla nascita in Italia si stanno svolgendo numerose manifestazioni intitolate o ispirate a Pier Paolo Pasolini. Una figura controversa che non avevo mai compreso abbastanza influenzata da “varie campane” nella mia giovinezza ai tempi degli studi. Così oggi nell’età della ragione mi sono trovata questo libercolo tra le mani e ho pensato che fosse l’occasione giusta per colmare alcune lacune e farmi un’idea personale.

Forse un’idea personale l’avevo già senza rendermene conto. In effetti in questo libro sono raccolte tante testimonianze di amici, autori, scrittori che lo avevano conosciuto. Una frase di Dacia Maraini che rispondeva alla domanda, perchè oggi dovremmo leggere le opere di PPP mi ha molto colpito:

Perchè è un grande poeta , è ormai un classico del novecento, perchè usa un bellissimo italiano, profondo, originale e creativo e poi, perchè racconta delle cose sul nostro paese, sulla mentalità dei suoi contemporanei che val la pena conoscere.

Per lo psicoanalista Massimo Recalcati è stato un intellettuale attraversato dalla contraddizione. Lacan direbbe che è stato un soggetto diviso: spaccato in due. Questa duplicità ha ispirato amore ed odio, attrazione e repulsione.

Questa duplicità l’avevo infatti colta già ai tempi, ma allora non ero una psicologa per cui non ero riuscita a dare la chiave di lettura che condivido con il “collega” menzionato. Credo che per farmi un’idea più precisa leggerò qualche suo scritto e vi terrò aggiornati in proposito.

Quindi vi consiglio questa lettura che mette insieme tante prospettive per poterne avere poi una tutta vostra su questo autore. Nel dettaglio è un libro per celebrare “l’ultimo poeta del ‘900”, come disse Moravia il giorno dei suoi funerali. Luisa Rainer Chiap ha elaborato una pubblicazione che racchiude due racconti, due facce contrapposte che insieme definiscono un’unica anima: “Pasolini. Dicono di me – Dico io” si sfoglia da entrambi i lati, due fronti di copertina che tra luci e ombre raccontano Pier Paolo Pasolini attraverso le parole dei suoi manoscritti, i ricordi degli amici e le riflessioni di ammiratori e delatori. Da un lato una copertina bianca, “Dicono di me”: Pasolini sotto i riflettori, raccontato e ricordato da chi lo ha conosciuto, studiato, amato e odiato. Sono state fatte infinite riflessioni sullo scrittore friulano, sono state scritte innumerevoli pagine, ma le parole di questa parte del libro non vogliono essere che alcune delle note che compongono un intero concerto, quelle che – si augura l’autrice – permetteranno di pregustarne l’intera partitura; come intuire una storia d’amore da una cartolina mandata dal fronte. Dall’altro lato una copertina nera, l’abisso interiore del poeta: ora parla Pasolini, “Dico io”, perché Pasolini vive.

Pasolini. Dicono di me. Dico io

Luisa Rainer Chiap Testi Linda Simionato Illustrazione e cura
pubblicato da Editoriale Programma

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